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Sarcofago, un impianto di captazione delle esalazioni residue e un lago nella zona libera dell’invaso. Si passa all’appalto

MADDALONI- A dieci anni esatti dalla visita sul sito dell’ex ministro dell’ambiente Andrea Orlando, si passa alla fase attuativa del piano di messa in sicurezza di Cava Monti. Finalmente, è stato presentato il progetto preliminare. L’aspetto più significativo è che è stato previsto anche un piccolo lago, fruibile anche dall’avifauna, al posto del «cimitero dei veleni». E poi ancora, un prato con annesso sistema di irrigazione sull’area dove saranno tombati i rifiuti speciali sepolti nell’ex cava Monti. Il sito, che sarà acquisito al patrimonio pubblico, ospiterà poi un impianto fotovoltaico per alimentare in autonomia il sistema di irrigazione e soprattutto gli impianti di captazione delle esalazioni gassose residue ancora liberate dalle combustione esotermiche in profondità. Spente le fumarole, alimentate dai vapori di benzene, toluene e xileni, permane periodicamente  solo un pungente odore di gas caustici che saranno abbattuti con i sistemi di cattura. Questo è il progetto che sarà, secondo le direttive del nuovo codice degli appalti, sarà l’affidamento dell’appalto integrato di circa 15 milioni di euro. Il sito non sarà svuotato ma «tombato»: in concreto, un sarcofago e coperture impermeabili isoleranno, per sempre, quello che resta dei rifiuti speciali alterati. Questo è il futuro prossimo del sito che ha inghiottito 300 mila tonnellate di rifiuti, posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua nel lontano 2014.

Redazione