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Ciro Cortese (segretario provinciale del Sunia): “Comune e l’Acer devono collaborare e procedere, ognuno per le proprie competenze, all’assegnazione di tutti gli alloggi che attualmente sono sfitti o che in futuro potrebbero liberarsi e per i quali esiste una graduatoria di aventi diritto mai presa in considerazione

MADDALONI- E’ fame di alloggi. Sono 284 i nuclei familiari che, sulla piattaforma telematica della Regione Campania, hanno presentato domanda per l’assegnazione di alloggi popolari disponibili. C’è molto altro: la procedura messa in atto è anche finalizzata ad entrare in graduatoria per l’assegnazione di una quota dei 1200 alloggi popolari cittadini, che progressivamente sono lasciati liberi dagli assegnatari per causa decesso o assenza di subentro dei congiunti. A queste di aggiungono anche le richieste finalizzate ai subentri, alle volture e alle sanatorie. L’Acer (ex-Iacp) scarica le responsabilità sul comune. L’ente locale aspetta risposte dall’ente gestore del patrimonio pubblico-

Ciro Cortese sono state confermate le aspettative. La fame di case è alta…

A Maddaloni, è urgente sbloccare le procedure in materia di assegnazione, subentri e sanatorie. C’è una domanda abitativa forte che non può essere evasa.

E che si può fare?

Istituire subito l’ “ufficio casa”, presso i servizi sociali. E’ l’unico strumento capace di erogare le informazioni utili sulle occupazioni, l’esistenza di alloggi sfitti e la possibilità di assegnarli agli aventi diritto. Invece, è in atto solo repressione giusta (sugli abusi edilizi e occupazioni senza titolo) ma non è la risposta.

Ma è stato istituito l’Osservatorio sulla casa…

E’ uno strumento utile per la programmazione. Ma le richieste sono tante e di diversa natura. Solo l’Ufficio Casa può dare risposte. Per noi del Sunia, non bisogna operare per compatimenti stagni. Basta con le spezzatino delle competenze: il comune e l’Acer devono collaborare e procedere, ognuno per le proprie competenze, all’assegnazione di tutti gli alloggi che attualmente sono sfitti o che in futuro potrebbero liberarsi e per i quali esiste una graduatoria di aventi diritto mai presa in considerazione.

State chiedendo una ripresa delle politiche in materia di housing sociale?

Certamente. Bisogna pensare a nuovi alloggi. Ma su un aspetto siamo d’accordo con l’amministrazione: bisogna introdurre un nuovo modello. Piccoli insediamenti popolari, bene inseriti nel tessuto sociale, anche nel centro storico. Basta con i casermoni ghetto in aree periferiche come è stato fatto negli anni ’70 e ’80.

Redazione