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Pesante KO interno per gli azzurri che spengono definitivamente la fiammella della qualificazione in Champion’s league

Nemmeno il più leopardiano dei tifosi azzurri avrebbe potuto immaginare una stagione così deprimente dopo la vittoria dello scudetto. Lo stadio “Maradona” al termine della meritata sconfitta interna, contro gli uomini di Gasperini, sommerge di fischi la squadra azzurra colpevole di aver trasformato la gioia in tristezza, logica conseguenza delle scelte incomprensibili e incoerenti fatte dopo lo storico tricolore che, probabilmente, aveva illuso dirigenza e ambiente di poter vivere di “rendita”.

Sconfitta meritata contro una squadra organizzatissima

La prima sconfitta dell’era Calzona arriva, forse non a caso, dopo la sosta per le nazionali che hanno tenuto lontano da Castel Volturno il tecnico azzurro impegnato con la sua Slovacchia. Pause ideali per chi ha bisogno di ricompattarsi e preparasi al meglio per affrontare il rush finale del campionato e, in particolare, una squadra dai meccanismi perfetti come l’Atalanta guidata dall’esperto Gasperini, tecnico capace di studiare nei minimi dettagli l’avversario bloccandogli principalmente le fonti di gioco per poi colpire con le sue bocche di fuoco.

Miranchuk e Scamacca chiudono il match già nel primo tempo

Calzona scegli Raspadori per sostituire l’acciaccato Kvaratshkelia anzichè il sostituto ideale Lindstrom, mentre a centrocampo insiste ancora su Traorè a discapito del partente Zielinski. Dopo lo spavento iniziale con il palo di Miranchuk dopo soli due minuti, provano a proporre un gioco offensivo fatto di fitti passaggi che non producano mai occasioni degne di note, a causa della lentezza di passaggi e movimenti degli azzurri pressati ad uomo dai bergamaschi. Al 26′ Miranchuk sblocca la partita servito di tacco da Pasalic, dopo un’azione confusa in area occupata colpevolmente da più maglie rosse dei lombardi che bianche dei campani.

Pasalic ad uomo su Lobotka

Al 28′ prima Osimhen e poi Politano sfiorano il pari ma devono arrendersi alle respinte di Carnesecchi e Scalvini. Dall’altro lato un ottimo Meret sventa la rete del raddoppio al 31′ con due uscite consecutive in area, prima su Pasalic e poi su Kolasinac. Nulla può, invece, al 45′ quando Scamacca chiude il match colpendo all’angolino, bravo a sfruttare un errore di Juan Jesus ed uno probabile del direttore di gara che convalida la rete nonostante un fallo iniziale di Hein su Osimhen.

Azzurri sommersi dai fischi al triplice fischio

Nella ripresa Calzona tenta di mischiare le carte prima con il doppio cambio Zielinski/Ngonge per Traorè/Raspadori al 46′ e poi, successivamente, con gli innesti di Lindstrom e Simeone cambiando anche modulo che non sortisce gli effetti sperati. Tanta confusione per gli azzurri che portano comunque a qualche conclusione del mai domo Osimhen, bloccato dal bravo Carnesecchi. Mentre il suo “collega” Meret nulla può al 88′ sul sinistro ad incrociare del neo entrato Koopmeiners. Gol che cala definitivamente il sipario sul match e sulla stagione negativa della squadra del patron de Laurentiis.

foto @sscnapoli

TABELLINO

Marcatori: 26′ p.t. Miranchuk (A), 45′ p.t. Scamacca (A), 43′ s.t. Koopmeiners (A).

Assist: 26′ p.t. Pasalic (A), 45′ p.t. Miranchuk (A), 43′ s.t. Ruggeri (A).

NAPOLI (4-3-3): Meret 7; Di Lorenzo 5, Rrahmani 5, Juan Jesus 5, Mario Rui 5.5; Anguissa 5 (30′ s.t. Simeone 6.5), Lobotka 5, Traorè 6 (1′ s.t. Zielinski 6.5); Politano 5 (22′ s.t. Lindstrom 6), Osimhen 6, Raspadori 5 (1′ s.t. Ngonge 5.5). All. Calzona 5.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Scalvini 7 (26′ s.t. Toloi 6), Hien 7.5, Kolasinac 6.5 (22′ s.t. Djimsiti 6); Hateboer 6, de Roon 6.5, Ederson 6.5, Zappacosta 6.5 (15′ s.t. Ruggeri 6); Miranchuk 7, Pasalic 7 (16′ s.t. Koopmeiners 7); Scamacca 7 (16′ s.t. Lookman 6.5). All. Gasperini 7.
Arbitro: Pairetto di Nichelino.

Ammoniti: 38′ p.t. Osimhen (N), 9′ s.t. Kolasinac (A), 39′ s.t. Di Lorenzo (N).

Nello Ferraro