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Il progetto, interregionale, è coordinato da don Marcello Cozzi

NAPOLI- Un percorso interdisciplinare per promuovere una riflessione e costruire percorsi educativi, catechetici e pastorali che orientino il Paese e soprattutto le Chiese verso nuovi stili di vita in riferimento ai fenomeni delle mafie della corruzione; un polo formativo a disposizione di tutto il territorio nazionale ma con particolare riferimento alle Diocesi del sud Italia, attraverso l’offerta di una lettura e di uno studio scientifico di questi fenomeni per coglierne la sfida teologica, pastorale e canonica che lanciano alle nostre Chiese.

Sono questi, in sintesi, gli obiettivi dell’IRFI (L’Istituto di ricerca e di formazione interdisciplinare sui fenomeni delle mafie e della corruzione), che nasce all’interno del Dipartimento di Diritto canonico della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso di Napoli.

Coordinatore del progetto è il lucano don Marcello Cozzi, prete impegnato da decenni sul versante del disagio sociale, nell’educazione alla legalità e alla giustizia, nel contrasto alle mafie.

L’istituto è dedicato alla memoria e all’esempio di don Peppe Diana, il sacerdote ucciso a Casal di Principe il 19 marzo 1994, ed è stato presentato ufficialmente a Napoli in una iniziativa corale, che ha visto la partecipazione di tanti esponenti istituzionali, giornalisti, magistrati in un racconto, a tratti inedito, del sacerdote campano e della straordinaria eredità di fede, coraggio e impegno che ha lasciato.

La presentazione del progetto è stata affidata alle parole di Mons. Domenico Battaglia Arcivescovo di Napoli. «Raccogliamo la difficile eredità lasciata da don Peppe Diana- ha detto- svincolandola dalla sola sfera della memoria per legarla a quella che don Tonino Bello avrebbe definito l’organizzazione della speranza. L’Istituto è uno strumento formativo permanente a disposizione delle Diocesi del Sud Italia per aiutare, sostenere, accompagnare le Chiese locali ad affrontare fenomeni così difficili e così complessi».

«Il progetto è davvero un cantiere in costruzione- spiega don Cozzi- all’interno del mondo Accademico della Chiesa si vuole raccogliere il seme gettato da don Peppe e fare in modo che l’impegno contro le mafie e la corruzione non sia solo lasciato alla buona volontà, alla passione e alla disponibilità di qualche prete ma che invece diventi coscienza collettiva dell’intero mondo ecclesiale».

Il progetto è stato presentato nel corso di un convegno dedicato a don Peppe Diana, che si è svolto nell’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso di Napoli, alla presenza del  Decano Antonio Foderaro, di Gaetano Manfredi sindaco di Napoli, di Renato Natale sindaco di Casal di Principe.

E ancora: Mons. Angelo Spinillo Vescovo di Aversa e Mons. Domenico Battaglia Arcivescovo di Napoli, Federico Cafiero De Raho già Procuratore aggiunto di Napoli, Ulderico Parente storico e consultore presso Dicastero delle cause dei Santi, Raffaele Sardo giornalista e saggista e  Mons. Francesco Savino Vescovo di Cassano all’Jonio e Vice Presidente della CEI.

Redazione