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Il viaggio di Giornale News nel mondo della pizza tocca oggi una tappa fondamentale: l’impasto

di Pierluigi Renga

Continua il viaggio verso la scoperta del mondo della pizza. Con Massimo Esposito, meglio conosciuto con il nome di Impastologo, parliamo di tutto ciò che c’è da sapere sulla pizza, prima che arrivi nel forno e nei nostri piatti.

Raccontaci un po’ di te

Mi chiamo Massimo Esposito, ma molti mi conoscono come Impastologo. Da sempre affascinato dalla cucina, ho scoperto che la mia vera vocazione era lavorare gli impasti, creando prodotti dolci e/o salati. Ho creato il termine “impastologo” per definire la mia arte e la mia abilità nel creare impasti; del resto il pizzaiolo fàle pizze, il pasticciere fà i dolci, il fornaio inforna… e chi si dedica al mondo degli impasti come si chiama?

Naturalmente: Impastologo. Quindi l’Impastologo nasce anche con la finalità di divulgare tutto ciò che attiene al mondo degli impasti?

Esatto. Da questa finalità nasce il blog, (omonimo) che spero diventi un punto di riferimento per chi cerca di scoprire i segreti di un buon impasto e per chi desidera trasformare la propria cucina di tutti i giorni in un laboratorio di bontà artigianale.

Quali sono le peculiarità del tuo format, o meglio da cosa lo differenzia rispetto a tanti altri simili già presenti in rete?

La mia filosofia è semplice: con la giusta passione e gli utensili di una cucina quotidiana, chiunque può evocare la magia dei lievitati. Attraverso il mio blog e la mia presenza sui social media, mi dedico a rendere l’arte dei lievitati accessibile a tutti, condividendo ricette, consigli e tecniche di impasto.

Sono sempre alla ricerca di novità e di innovazioni sperimentando, (come per la birra creata con la fermentazione dell’ananas)

Questa della fermentazione della birra susciterà sicuramente molto l’interesse dei nostri lettori. Ritornando sugli impasti, non posso non chiederti del lievito madre?

Ho elaborato un corso sul lievito madre che dono gratuitamente alla mia community. Data comunque la difficoltà di gestione, ho scritto anche un ricettario di “FINTI” grandi lievitati, praticamente tutti quei lievitati che si fanno normalmente con il lievito madre ma per “impastologi amatoriali”; sono ricette modificate con lievito di birra fresco e semplificate ma garantiscono comunqueun risultato ottimale.

I tanti che ti seguono già conosceranno l’iniziativa degli autografi della maglia dell’Impastologo: come nasce questa idea?

L’idea degli autografi è nata da un profondo rispetto e ammirazione per i Maestri dell’arte bianca. Correre dietro un calciatore per ottenere un autografo è un gesto che spesso associamo all’idolatria e all’ammirazione per le loro abilità sportive. Tuttavia, questo stesso entusiasmo e ammirazione può essere applicato anche ai panificatori, pizzaioli o pasticcieri e ai loro contributi quotidiani.

Con la loro maestria nell’arte bianca possono diventare veri e propri idoli per le generazioni future. Le loro abilità, la passione per gli ingredienti, la dedizione alla qualità e la capacità di creare cibo che nutre il corpo e l’anima sono qualità che meritano di essere celebrate e ammirate.

Quando raccogli questi autografi, stai creando un legame speciale con queste persone. Stai riconoscendo il loro valore e la loro influenza positiva sulla tua vita e sulla comunità. Proprio come un autografo di un calciatore può ispirare un giovane atleta, gli autografi di questi Maestri possono ispirare aspiranti cuochi e appassionati di cucina.

Come individui i Maestri della panificazione per la rubrica non solo calciatori?

Per il progetto #nonsolocalciatori, la selezione dei Maestri della panificazione è stata un processo che ha coinvolto diverse fasi. Inizialmente, ho scelto personalmente i primi professionisti da coinvolgere, come il Maestro Roberto Susta, il Maestro Rocco Cannavino e il Maestro Errico Porzio, perché ritenevo che fossero pienamente all’altezza di rappresentare l’eccellenza nel nostro campo. Con il crescere del progetto, sono stato contattato direttamente da altri esperti del settore, che sono nomi ben noti e rispettati nella panificazione, nel mondo pizza e pasticceria, aggiungendo così ulteriore prestigio all’iniziativa. Inoltre, per rendere il progetto ancora più inclusivo e partecipativo, ho coinvolto la mia community: nelle mie stories sui social, chiedo spesso suggerimenti sui nomi da includere. Ogni suggerimento ricevuto viene da me attentamente valutato prima di procedere con l’invito. In questo modo, il progetto #nonsolocalciatori diventa un vero e proprio riflesso della passione e dell’impegno che caratterizzano la comunità degli appassionati di panificazione; quindi molti maestri dell’arte bianca stanno autografando la maglia ufficiale del blog che verrà incorniciata e avrà una bellissima finalità benefica.

Puoi dirci qualcosa in più sulle finalità benefiche legate a questo format?

Il progetto #nonsolocalciatori ha preso vita in modo spontaneo e genuino. Dopo aver ricevuto i primi 3 o 4 autografi, alcuni appassionati hanno espresso il desiderio di acquistare la maglia. Questo mi ha fatto riflettere sull’opportunità di aggiungere un tocco di solidarietà all’iniziativa. Così, ho deciso di arricchire la maglia con ulteriori autografi e, una volta incorniciata, di metterla all’asta. L’intero ricavato sarà devoluto a un’associazione benefica specifica. Al momento non posso rivelare il nome dell’associazione poiché stiamo ancora definendo alcuni dettagli operativi. Tuttavia, posso assicurare che gli attori principali sono già stati informati e siamo solo in attesa di fare un annuncio ufficiale sui miei canali prima di dare il via all’asta. 

Questo progetto non è solo un tributo al mondo degli impasti, ma anche un gesto concreto di generosità verso chi ha più bisogno.

Quali saranno i prossimi obiettivi de l’Impastologo?

E ad oggi sto lavorando ad un libro, quasi pronto per essere pubblicato, intitolato “Agenda di un Impastologo”, dove condividerò i miei segreti e le mie esperienze in questo meraviglioso viaggio attraverso l’arte della panificazione, tecnichee, un pò di conoscenza che non guasta mai!

Prima di congedarci: cosa rappresentano per te gli impasti?

Deliziano e nutrono l’anima perchè un impasto lo vedi “nascere”, “crescere” e infine assaporandolo ti dona felicità.

Redazione On Line