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Riceviamo e pubblichiamo

Anche il 2024 si apre con una profonda ferita nel tessuto industriale della provincia di Caserta!

Questa volta l’emergenza lavorativa e sociale arriva dall’area industriale di Pignataro Maggiore, sede della Nuroll SpA, importante realtà produttiva di livello continentale nel settore gomma/plastica, specializzata nella produzione di film in PET biorientato per gli imballaggi alimentari: una crisi che impatta su 76 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento e a tutto la realtà dell’indotto, che vedono in grande pericolo il loro posto di lavoro.

Una nuova bomba sociale che interessa il territorio casertano e si affianca alle drammatiche crisi già note di Jabil, SoftLab, Orefice e tante altre.

Una crisi industriale connotata da caratteristiche simili a quelle già viste: un gruppo straniero (il Gruppo turco Yldyz Polinas) che acquisisce l’impianto di Pignataro Maggiore per entrare nel mercato europeo, acquisire le competenze delle maestranze italiane, il marchio e il portafoglio clienti. Dodici anni in cui mai è stato presentato un piano strategico e industriale per il sito campano, che intanto accumula 50 milioni di euro di debiti, nell’assoluta immobilità del gruppo turco, che anzi ne approfitta per trasferire competenze per delocalizzare in area a basso costo in Turchia la produzione degli stessi prodotti della fabbrica casertana vendibili a prezzi concorrenziali e comunque molti più bassi di quelli italiani.

E, come già accaduto, la risultante di questo shopping straniero nel tessuto industriale casertano è una nuova bad company che lascia nello sgomento un centinaio di famiglie casertane.

Sembra davvero che questa vocazione della provincia di Caserta ad essere il supermarket delle multinazionali straniere non riesca ad insegnare nulla ai nostri amministratori provinciali e regionali, che appaiono inermi di fronte a questo tritacarne iper-capitalista. Come Sinistra Italiana anche questa volta saremo vicino alle lavoratrici e ai lavoratori, alle compagne e ai compagni, della Nuroll di Pignataro Maggiore, come già fatto nel 2020 quando, in piena pandemia, l’azienda decise di licenziare in maniera del tutto discutibile un suo operaio con motivazioni irragionevoli e pretestuose.

Anche questa volta metteremo a disposizione tutto il nostro impegno e le nostre competenze, a partire dalla struttura provinciale fino ai nostri Parlamentari, interrogando il ministro competente su questo ennesimo disastro che devasta il mondo del lavoro della ormai dimenticata Terra di Lavoro, affinché la data del 14 Aprile, in cui termineranno le ulteriori 10 settimane di Cassa Integrazione, non sia una pietra tombale per l’impianto casertano: saremo quindi presenti al sit-in del giorno 1 Marzo 2024 alle ore 10 presso lo stabilimento di Pignataro Maggiore con le nostre rappresentanze, per difendere i posti di lavoro oggi in grande pericolo, proporre e supportare qualunque soluzione che possano costruire un solido futuro a questa realtà produttiva.

Redazione