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Abbiamo saputo che Francesco Loiudice, dipendente del comune di Mola di Bari,destinato per volontà del sindaco Lavanga (?) a dirigere l’Area V, Istruzione, Cultura e Servizi sociali, in convenzione con il comune di Mola di Bari e soltanto per 21 ore settimanali, ha “gettato la spugna”. Era una “boiata pazzesca”, frutto dell’incapacità conclamata dell’Amministrazione guidata da questo “politico di lungo corso” (inutilmente in pista da oltre 10 anni!). Un’Amministrazione che ogni giorno che passa si conferma sempre più inadeguata a risolvere i tanti problemi della nostra città, molti dei quali originati dall’incapacità della stessa a governare (e da esterne interferenze): https://www.casertanotizie.com/politica/2024/04/08/mondragone-un-comune-di-dipendenti-a-meta/.

E così, l’Area a nostro avviso più importante dell’organizzazione comunale resterà ancora guidata attraverso un interim, in attesa di altre “boiate pazzesche”.

Intanto, continua la “reggenza eterna” dell’Area dei Tributi, un’area anomala, creata da una costola dell’Area che sovrintende il Bilancio e le Finanze e posta alle dipendenze di un poliziotto locale, lo stesso che dirige l’Area della vigilanza (prima Bonuglia e ora Caputo, la cui nomina, come si ricorderà, resta a nostro avviso del tutto inopportuna – in quanto il concorso che lo ha portato ad essere D è tuttora oggetto di contenzioso – e illegittima, in quanto non frutto di selezione). Tuttavia, come ha stabilito la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la regione Emilia-Romagna, deliberazione n. 26/2024/PREV del 16 aprile 2024, una reggenza non può essere per sempre, ma soltanto per il tempo necessario ad avere il responsabile titolare. La sentenza passa in rassegna la vigente legislazione, concludendo che uno dei caratteri centrali dell’istituto della reggenza sia la sua temporaneità. Senza dimenticare che la reggenza può essere “consentita … solo allorquando sia stato aperto il procedimento di copertura del posto vacante e nei limiti di tempo ordinariamente previsti per tale copertura” (Cass., Sez. lav., 7 gennaio 2009, n. 54). Sindaco Lavanga, sono anni ormai che questa sconcezza è in piedi e di procedure per assumere il Responsabile dell’Area Tributi neppure l’ombra. La passata Amministrazione di cui eri vicesindaco ha messo in piedi, non si sa perché, quest’altra “boiata pazzesca”, che – come evidenziato – poteva andare avanti per poco tempo e soltanto in attesa del completamento della procedura di assunzione del titolare. Procedura che non è stata mai avviata. Quando pensi di porre fine a tale illegittimità?

E già che siamo dalle parti della Polizia locale, appare utile affrontare un’altra questione spinosa. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (N. 10505) ha stabilito che senza l’omologazione, le multe elevate grazie agli autovelox (e apparecchi simili, tutor compreso) sono illegittime ai sensi di legge. La Corte di Cassazione, nell’affrontare la questione dei ricorsi contro le multe emesse tramite autovelox non omologati, ha fatto riferimento all’articolo 45, comma 6, del Codice della strada. Questo articolo stabilisce le procedure e i criteri che devono essere rispettati per garantire la validità delle multe emesse per violazioni al codice della strada. Nel contesto della sentenza, la Cassazione ha chiarito che le circolari ministeriali che tentano di equiparare l’omologazione e l’approvazione degli autovelox non hanno rilevanza legale. Insomma, ogni autovelox conforme al prototipo omologato o approvato deve necessariamente avere il numero e la data del decreto ministeriale di omologazione e di approvazione, oltre al nome del fabbricante. Per quanto riguarda i tempi e le modalità per presentare ricorso, la Cassazione ha indicato che i cittadini hanno la possibilità di farlo entro 60 giorni dal ricevimento del verbale, presentandosi dinanzi al Prefetto o entro 30 giorni dinanzi al Giudice di pace. Si tratta di una sentenza che ha messo in allarme l’ANCI, che teme un’ondata di ricorsi da parte dei cittadini multati e la conseguente possibilità di cancellazione di multe che potrebbero tradursi in perdite finanziarie significative per i Comuni. E come si sa, il nostro Comune è al top in Italia per multe elevate e cerca disperatamente di sfuggire al dissesto (o di ritardarlo) proprio grazie ai soldi incassati per le multe. Non solo, la Corte Suprema di Cassazione ha emesso una nuova sentenza, dopo quella di qualche settimana fa relativa all’omologazione, che potrebbe avere un ulteriore impatto significativo sulle controversie relative alle multe stradali. La Corte ha annullato infatti un verbale di multa emesso per eccesso di velocità, sostenendo che l’apparecchio utilizzato per il rilevamento non era stato sottoposto alla necessaria taratura annuale, rendendo così l’accertamento della violazione illegittimo (sentenza sul ricorso iscritto al N.R.G. 19106/2019).

Vogliamo sperare che qualche Consigliere comunale interroghi con urgenza il Sindaco per conoscere se i tanti apparecchi disseminati da Bonuglia siano omologati o meno e se si procede alla loro taratura annuale e, in caso di mancata omologazione e mancata taratura annuale, cosa intenda fare per scongiurare che si continui ad agire contro la legge e a danno dei cittadini.

È partita, intanto, in tante parti d’Italia la quarta edizione di “Streets for Kids”, la mobilitazione che chiede ai Sindaci strade (e piazze) scolastiche per garantire maggiore sicurezza stradale per i bambini e le bambine che vanno a scuola (che l’AMBC tante volte ha sollecitato). Le iniziative prevedono diversi tipi di azioni: dai blocchi del traffico automobilistico nelle vie davanti alle scuole con attraversamenti delle strisce pedonali, ai giochi o alle pedalate durante le quali genitori e bambini andranno insieme in bici a scuola: https://italy.cleancitiescampaign.org/. Ma a Mondragone non ci sarà alcuna manifestazione. Da noi le politiche per la mobilità si riducono ad interventi di polizia e si fermano alle multe.

Redazione