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ROMA – «Nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi firma una direttiva che dispone la declassificazione del segreto di Stato degli atti sulla Loggia P2 e sull’organizzazione Gladio, rimane inascoltata la richiesta avanzata con l’interrogazione parlamentare n.4-05492 presentata a firma mia e dei colleghi Calandrini, Fazzolari, Santanché, La Pietra, Rauti e Totaro, il 19 maggio 2021. Con questa chiedevamo di rimuovere i segreti di Stato e quelli cosiddetti “funzionali” sulle stragi di Bologna e Ustica. La seconda richiesta prodotta sul tema da inizio legislatura, in ragione di numerosi atti conservati negli archivi delle Commissioni parlamentari di inchiesta e la cui segretezza è stata reiterata poco meno di un anno fa, il 22 agosto 2020, dal Presidente Conte» ha dichiarato Claudio Barbaro, Senatore di Fratelli d’Italia.

«Da sempre siamo contrari alla apposizione del segreto di Stato – continua Barbaro – sulle vicende che hanno interessato gli anni ‘60, ‘70 e ‘80 del nostro Paese. Non è conforme né alla legge né ad alcuna etica pubblica che vi siano pagine, anche cruente, della nostra storia avvolte da una impenetrabile cortina di segretezza quando si sbandiera invece che “il presidente del Consiglio ha ritenuto doveroso dare impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese”. Non esistono verità di Serie A e di Serie B».

«È sconcertante – prosegue – la risposta che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (Dis), ha formalmente comunicato, recentemente, alla Presidente della Associazione delle Vittime di Ustica: “rimangono segretati i documenti relativi alla attività del Sismi sui quali, a suo tempo, fu apposto il segreto di stato dal colonnello Stefano Giovannone, permanendo l’idoneità ad arrecare, in caso di divulgazione, un grave pregiudizio agli interessi essenziali della Repubblica”. Non ritiene, forse, il Presidente Mario Draghi che tale dichiarazione sia gravissima? Quali generici “interessi essenziali” dello Stato sono considerati, incredibilmente, più apprezzabili e maggiormente rilevanti rispetto alla verità sui due tragici eventi di Ustica e Bologna?».

«Ci auguriamo che quanto prima tutta la verità venga fuori – conclude il sen. Barbaro – perché non vi potrà essere mai giustizia, né quella degli uomini né quella della Storia, fino a quando permarranno le barriere di un segreto che, evidentemente, serve a proteggerne altri, troppi altri, in nome dei quali si sono insanguinati almeno due decenni della vita italiana».