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Smentito il pericolo di esclusione del territorio. De Filippo: “Definita la mappa dei comuni. Progetti pronti e anche le proposte. Tutte le altre iniziative non hanno i crismi dell’ufficialità Il Pd stia sereno. Sarà coinvolto come tutte le forze politiche”

MADDALONI- Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) escono fuori le carte, ma quelle vere inviate dal Ministero e da Invitalia ai 40 comuni della “Terra dei Fuochi”. E si sgonfiano come i palloncini gli annunci roboanti, con annessi allarmi e dibattiti assonnati da spiaggia. A Maddaloni poi, il Pd aveva lanciato l’allarme per l’esclusione da una “importantissima riunione”, per giunta operativa tra rappresentanti istituzionali di numerosi comuni delle province di Napoli, Caserta e Benevento avente ad oggetto la rigenerazione e la riqualificazione dei Regi Lagni. Riunione istituzionale indetta ad Acerra, di fatto generica, senza sapere su quale argomento e sulla base di quale iniziativa istituzionale. E poi c’era addirittura l’esclusione di Maddaloni, ma anche di Giugliano, dell’agro Aversano, Marigliano. Cifre alla mano più di metà della popolazione del territorio interessato dai Regi Lagni. Ma chi convoca chi? Spulciando le carte escono fuori le sorprese come quelle dell’uovo di Pasqua: molto involucro, tanti lustrini e nessun contenuto. E si scopre che i Regi Lagni c’entrano ma come area di perimetrazione delle aree soggette a rischio idrogeologico da sommare alla contemporanea alla perimetrazione della Terra dei Fuochi e al bacini idrografici dei Regi Lagni. Sono tre requisii che valgono l’inclusione e l’esclusione. Ed ecco le sorprese: non ci sono i comuni di Santa Maria a Vico, Cervino, Forchia e Arpaia. A chi è risolto il Cis, ipotizzato dalla ministra Carfagna? Acerra, Afragola, Caivano, Camposano, Carbonara di Nola, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casoria, Castel Volturno, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Frignano, Giugliano, Gricignano, Liveri, Maddaloni, Marcianise, Marigliano, Nola, Orta di Atella, Palma Campania, Pogliano d’Arco, Roccarainola, San Felice a Cancello, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Saviano, Somma Vesuviana, Succivo, Teverola, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Visciano, Mariglianella, Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro, Santa Maria la Fossa. Tutto il resto sono post su facebook e ottime intenzioni. Tutti gli altri comuni e sindaci sono degli “imbucati” senza titolo e requisiti. Ma poichè anche le polemiche da spiaggia fanno rumore, abbiamo chiesto chiarimenti al sindaco De Filippo.

Ma questo Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) c’è o non c’è?

Cerchiamo di fare ordine nelle chiacchiere. Il Cis c’è ed esiste una comunicazione formale, datata 6 agosto, inviata ai 40 comuni aventi i tre requisiti richiesti.

Ma di che si tratta?

Di una cosa molto seria, coordinata dal vice prefetto Romano e stiamo parlando di “Cis Terra dei Fuochi”. Nella nota ufficiale e perentoria si invitano e si suggerisce ai i 40 comuni (ricadenti nella perimetrazione) a presentare (anche in forma associata), entro il 30 settembre, proposte progettuali si badi bene di “di intervento mirate alla vigilanza degli abbandoni e dei roghi dei rifiuti” anche con l’utilizzo di postazioni fisse o droni. Un capitolo a parte sono i progetti da presentare in caso di presenza di campi rom.

Ci stiamo muovendo nel perimetro della collaborazione avviata con l’Operazione Strade Sicure?

Esattamente. Progetti e suggerimenti per dare risorse e risposte al lungo lavoro fatto in collaborazione con l’Esercito.

Stiamo parlando di completamento della complicata lotta per la legalità?

In questo ambito si cercano risposte e progetti nonché suggerimenti. Il Ministero del Sud avrà il ruolo di autorità gestore e Invitalia di ente attuatore.

Condivide la preoccupazione del Pd per una esclusione del territorio?

Non c’è nessuna esclusione: tutti i 40 comuni sono stati coinvolti. Nessuno escluso. Vorrei rassicurare il Pd che questa amministrazione è presente attivamente sulle grandi emergenze e i progetti del territorio. E’ il caso di ricordare che l’unico comune, insieme a Valle di Maddaloni, che sta programmando, gestendo e realizzando opere inserite nel Recovery fund è Maddaloni. Il riferimento è alla Bari-Napoli che è parte integrante del Pnrr ed è già realtà finanziaria, progettuale e cantierizzata.

E la riunione ad Acerra?

E’ stato un incontro tra persone di alto profilo istituzionale tra colleghi attentissimi ai territori. Ma non è stato affatto un momento istituzionale ma un incontro tra amici. Gli atti e le scadenze sono quelle imposte dal ministero della Coesione e Invitalia.

Ancora una polemica con il Pd?

Assolutamente no. Entro il 30 settembre, tutte le forze politiche, saranno chiamata a dare il loro contributo progettuale e di idee che presenteremo ad Invitalia. E’ il caso di dire che Invitalia poi si riserverà di coordinare e integrare le singole proposte avanzata dai 40 comuni.