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“La modifica al decreto legislativo 285/2005 che prevede una liberalizzazione del trasporto bus a media e lunga percorrenza mette a rischio il sistema del #trasportopubblico regolato con ricadute su occupazione e livelli di servizio”. A denunciarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sulla conversione in legge del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, Infrastrutture e Trasporti, esprimendo “viva preoccupazione” e chiedendo “una convocazione urgente” al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili”.

Lavoratori Trasporti
Roma, 29 ottobre 2021
FIT-CISL
.EACONUTALIANA TRASPORTI
Le Segreterie Nazionali
CJILTRASPORTI
Al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini Capo di gabinetto ufficio.gabinettoRpec.mitgov.it
Al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga conferenzalSlpec.regioni.it
IX Commissione Trasporti della Camera Alla Presidente com trasporti@camera.it
8° Commissione permanente senato Al presidente mauro.coltorti@senato.it
Prot. n. 386/2021/SU/CGIL/mc
Oggetto: Emendamento al Ddl di conversione del DI 121/2021 che modifica, tra l’altro, la disciplina dei servizi di trasporto su gomma di competenza statale normata dal dlgs 285 /2005
Le Scriventi Segreterie esprimono viva preoccupazione per l’emendamento di cui all’oggetto passato in prima seduta alla Camera nell’iter di conversione in legge del decreto- legge 10 settembre 2021, n.121 recante “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale” ed in particolare per la delicatezza della materia per le ricadute sull’organizzazione del trasporto pubblico locale.
Riteniamo siano stati sottovalutati o non considerati gli effetti che la modifica al dlgs 285/2005 dell’art. 2 “Definizioni” che estende ai servizi di linea “che consentono ai passeggeri di concludere il proprio itinerario all’interno della medesima regione in cui detto itinerario è iniziato” possa avere sull’organizzazione del trasporto pubblico locale inteso come servizio di interesse economico generale che quindi non può essere gestito secondo una logica puramente commerciale e di competenza esclusiva delle regioni.
La sovrapposizione di detti servizi con i servizi di tpl nell’ambito della Regione mette in discussione obblighi e compensazioni di servizio pubblico nell’ambito dei contratti di servizio pubblici, che sono alla base della tutela occupazionale e salariale del settore, ha effetti e ricadute sulle procedure di affidamento in corso e sulla determinazione dei servizi minimi così come disciplinato dalla normativa attuale.
La questione diventa ancora più complicata e inspiegabile se si considera l’avvio dell’iter per una riforma complessiva del settore che traguardi gli obiettivi che il Ministero dei trasporti e della mobilità sostenibile insieme alle Parti Sociali si sono dati.
Alla luce di quanto sopra confermiamo la nostra disponibilità a una convocazione urgente per meglio argomentare quanto scritto ed evitare una mobilitazione alla quale saremo costretti in assenza di risposte.
In attesa di un Vs. riscontro in tempi ragionevolmente brevi porgiamo distinti saluti.
I Segretari Generali
FILI-CGIL .Malorgio FIT CISL CILTRASPORTI TO.Celn, C. Urina •