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di Antonio Del Monaco* Sono passati ormai sei mesi da quando il M5S ha deciso di impegnarsi affinché il Parlamento adotti al più presto una legge che consenta di superare le difficoltà seguite alla decisione della Consulta: quest’ultima, infatti, a maggio di quest’anno ha dichiarato incostituzionale l’obbligo del vincolo tra benefici penitenziari e collaborazione con la giustizia per tutti i condannati all’ergastolo per reati legati alla mafia.

Questione a cui, come ho sempre ribadito, teniamo particolarmente ed è proprio in virtù di tale importanza che ci siamo mossi con largo anticipo. Quale il rischio?
In assenza di un intervento legislativo da parte del Parlamento, tra sei mesi potremmo avere le peggiori sorprese: boss ancora pericolosi, in quanto non hanno reciso i legami con la criminalità organizzata, che possono usufruire di alcuni benefici fino a poter uscire dal carcere.

L’ergastolo ostativo è sempre stato uno strumento particolarmente importante nella lotta alla mafia e per questo da tempo il M5S si sta battendo per accelerare i passaggi chiedendo la calendarizzazione in aula della discussione.

Il presidente della commissione Giustizia, Mario Perantoni, sta lavorando alacremente per mettere a punto una rimodulazione della disciplina dell’ergastolo ostativo e ha chiesto il contributo di tutte le forze politiche.
Noi, ovviamente, ci auguriamo che ci sia piena collaborazione, perché il crimine di matrice mafiosa o camorristica non conosce colori politici: va condannato sempre, senza alcuna esitazione.

Se questi criminali ritornano in libertà avremo perso tutti.

*Deputato del Movimento Cinque Stelle