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di Antonio Del Monaco* Se ne continua a parlare…ed ogni volta qualche falla sembra vanificare gli sforzi.
Le donne non si sentono sufficientemente tutelate, hanno paura. E a ragione: doppiamente “in gabbia” se, dopo le denunce per abusi, violenze e minacce di ogni sorta, si ritrovano chiuse per loro sicurezza in centri di assistenza, o di accoglienza.
Perdono libertà e affetti, lontane dal loro aguzzino, certo…ma lontane anche dalla vita. Una vita che, invece, chi dovrebbe essere punito continua a fare liberamente.

Perché ciò accade? Perché la legge non è drastica, “ammonisce” chi commette violenza domestica, stalking, chi minaccia…ma non può bastare. Non basta più, se la cronaca nera ce lo ricorda quotidianamente.
Alla vigilia della giornata contro il femminicidio, continuiamo a contare il numero sempre crescente delle vittime.
Serve una normativa più forte. Servono tutele più ampie. Serve un cambiamento drastico.

Noi del M5S abbiamo avuto sempre a cuore il delicato tema della violenza di genere, consapevoli di quanto ancora c’è da fare.
Ed io in primis, soprattutto in veste di psicologo, non posso non sottolineare l’importanza di una necessaria e fondamentale educazione affettiva (non solo sessuale) all’interno dei percorsi scolastici.

La scuola, come luogo formativo per eccellenza, non può prescindere da tutto questo, non è un capriccio, non è una banalità, una perdita di tempo o qualcosa di superfluo.
Il rischio di devianza è qualcosa che si sviluppa nel tempo, soprattutto in una fase adolescenziale, una fase molto particolare nella vita di ognuno. C’è uno sviluppo psicofisico notevole, ed è importante accompagnare questo sviluppo con un’educazione affettiva e sessuale impattante in maniera positiva.

La necessità di instillare quei sani valori che inducono al bene, all’ empatia, al rispetto dell’altro, soprattutto se diverso da noi, deve essere la priorità di ogni istituzione formativa, a partire dal nucleo familiare.

La violenza è un cancro che divora dall’interno ed esplode con cieca ferocia fuori, senza alcuna remora.
La prevenzione, la cura costante, il cambiamento socioculturale…sono questi i concetti chiave, gli obiettivi a cui tendere.
Non si possono accettare più tragedie del genere. Non è ammissibile pensare di non poter fare nulla, non poter prevedere o non poter cambiare le cose.

La nostra proposta di legge è valida e lotteremo per portarla avanti: se vogliamo un mondo migliore, dobbiamo impegnarci a costruirlo.
E si costruisce sempre partendo dalle fondamenta…mai dal tetto.

*Deputato del Movimento Cinque Stelle