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Come abbiamo ripetutamente sottolineato in questi mesi, il Covid-19 oltre a tanti morti e a tantissimi malati ha determinato anche tante disparità, che non di rado si sono aggiunte a quelle preesistenti, aggravandole.  Disparità tra chi non ha subito alcun danno economico e chi ha invece perso quasi tutto, scivolando nella povertà. Ed è a questi ultimi, ovvero alle famiglie e alle imprese che hanno subito un tracollo a causa della pandemia che sono destinati i soldi governativi che il Comune ha ricevuto da diversi mesi, che dovevano essere erogati entro lo scorso anno e che invece trattiene ancora nelle casse comunali. A loro e non ad altri. Ora, mentre l’Avviso per il bonus spesa fa riferimento a questi cittadini e chiede che essi dichiarino la loro condizione nella relativa domanda, l’Avviso per il contributo per la TARI domestica(come quello per la TARI alle imprese)non considera affatto questa condizione e non chiede alcuna dichiarazione in merito.  Intendiamoci, l’AMBC non disdegna affatto la possibilità di intervenire con una riduzione generalizzata della TARI, soprattutto a fronte di un servizio scadente e distante da quanto previsto dal capitolato e dal contratto e di un aumento vertiginoso della tassa rispetto all’anno precedente (continuiamo comunque a ritenere che i problemi dei rifiuti siano soprattutto l’opacità del costo del servizio, l’evasione, la modalità di gestione scelta, il mancato controllo sul servizio reso e l’assenza di qualsiasi politica tesa alla riduzione dei rifiuti). Ma tale operazione va fatta con i soldi del bilancio comunale. Il contributo che si vuole erogare (per altro esclusivamente per la TARI e non anche per le altre utenze domestiche) con i soldi governativi (e non con fondi del bilancio comunale)deve rispettare le regole date e non essere lasciato alla mercé di qualche vigile urbano. Come si ricorderà, fu approvata una norma proposta dall’ANCI (Art. 53, comma 1 bis D.L. 25 maggio 2021, N. 73- CD Sostegni Bis, come approvato nella legge 23 LUGLIO 2021, N. 106) volta a velocizzare le procedure di spesa dei fondi assegnati ai Comuni per misure urgenti di solidarietà alimentare nonché di sostegno alle famiglie in stato di bisogno relativamente al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche, consentendo, a tal fine, ai comuni di applicare le medesime procedure previste nell’Ordinanza del Dipartimento Protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020, in quanto compatibili. E cosa prevede tale Ordinanza? Recita il comma 6 dell’art. 2 di questa Ordinanza che: L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblicohttps://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/30/20A01942/sg. Tutta la tardiva e pasticciata operazione dell’Amministrazione Pacifico relativa ai contributi Tari per le utenze domestiche ha invece fatto fuori l’Ufficio dei servizi sociali a vantaggio di quello dei tributi col risultato che l’Avviso Pacifico-Bonuglia sulla TARI domestica non ha considerato affatto “i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e quelli in stato di bisogno”, limitandosi a stabilire (senza alcuna giustificazione) un valore ISEE molto più alto di quello previsto dall’Avviso per il bonus spesa. Perché per il bonus spesa il valore ISEE deve essere inferiore ad € 9.369, mentre per il contributo TARI l’ISEE deve essere inferiore e uguale ad € 22.500? Perché una tale differenza di valori ISEE tra bonus spesa e contributo TARI? La legge stabilisce, per esempio, che il “bonus elettrico” e il “bonus gas” vadano a nuclei che hanno un ISEE inferiore a 8.265 € annui, a nuclei familiari numerosi (ISEE di 20.000 € annui con almeno 4 figli), a percettori di reddito o pensione di cittadinanza e a utenti in precarie condizioni di salute utilizzatori di apparecchiature elettromedicali. Gli Avvisi di Pacifico-Bonuglia sono quindi illegittimi perché non rispettano l’Ordinanza della Protezione Civile, alla quale fa espresso riferimento la normativa e ingiusti perché non vanno a beneficio soltanto di chi ha più necessità. Prima di fare un’ennesima segnalazione al Ministero dell’Interno, al MEF, al Prefetto e alla Procura della Corte dei conti, chiediamo pubblicamente alla Segretaria comunale che in autotutela provveda a far rettificare dall’ufficio competente il bando in questione. Non possiamo permettere che questi soldi vadano nelle tasche di chi non si trova effettivamente nella condizione prevista dalla norma. La pandemia, come riporta Oxfamnel suo ultimo rapporto, ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti. Con la pandemiaoltre 1 milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati in Italia nella povertà. Scoprite questi e altri dati ne “La pandemia della disuguaglianza”, il nuovo rapporto pubblicato da Oxfam in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di DavosPovertà che è esplosa anche a Mondragone dove non meno di 3mila famiglie fanno ormai quotidianamente fatica a condurre una vita dignitosa ed altre rischiano giorno dopo giorno di scivolare verso l’indigenza. E anche a Mondragonecome andiamo dicendo da tempo– la pandemia non è stata uguale per tutti. L’AMBC ha già contestato gli Avvisi Pacifico-Bonuglia perché monchi e pasticciati: http://www.contrastotv.it/mondragone-ambc-ma-non-era-la-gatta-frettolosa-a-fare-i-gattini-ciechi/. Ma il tratto di disuguaglianza che li contraddistingue è assolutamente inaccettabile! L’AMBC non ha mai rincorso l’utopia della migliore città possibile, ma soltanto la costruzione-tenace e paziente (quasi quotidiana)– di una città più giusta per tutte e per tutti. Con la consapevolezza politica che a tale cantiere si partecipa (per diritto e per dovere) anche senza consenso, senza cariche, senza accordi e senza riconoscimenti. Chi crede nell’uguaglianza di tutti e nella dignità di ciascuno non può restare inerte di fronte a tali provvedimenti.