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MADDALONI- Investire in sviluppo e non in armamenti. Mettere in moto l’economia e il motore dell’edilizia. Più lavoro e più sviluppo. Ma anche miglioramento delle condizioni professionali degli uomini indivisa. ma la scelta di spendere in armamenti non va in questa direzione.

Oggetto: Investire sul riarmo e voler abolire il Superbonus: scelte paradossali per il Paese
Illustrissimo Signor Presidente,
Con questa mia seconda missiva, mi rivolgo a Lei, confidando in una più profonda riflessione in
merito alle Sue ultime dichiarazioni e scelte.
Il Superbonus sembra essere ormai al centro di aspre critiche da più parti. Non è più sostenibile tale
spesa, nonostante, come sappiamo, fu una scelta lungimirante per incrementare l’economia dello Stato
grazie al miglioramento del coefficiente energetico. Lungimirante, sì, se si considerano le attuali
ripercussioni economiche, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, che stanno mettendo a dura
prova non solo l’Italia, ma tutta l’Europa. L’approvvigionamento energetico è diventato un dramma
sociale: il Superbonus è stato e può continuare ad essere la risposta a tutto questo; la soluzione per
una concreta autonomia, lontano dalla dipendenza russa.
Lei vuole però abolirlo e, al tempo stesso, opta per un investimento di altro genere: il riarmo. Scelta
discutibile, mi consenta.
Sono un parlamentare campano, generale in ausiliaria e altresì membro della Commissione Difesa,
dunque conosco la materia e ho particolarmente a cuore il benessere di coloro che scelgono di servire
la Patria.
Credo infatti sia giusto spendere del denaro per migliorare la qualità di vita e lavoro (strettamente
connessi) di molti comparti delle Forze Armate, lo sostengo da tempo.
La questione in oggetto, però, non si riferisce al personale e ai mezzi loro in dotazione.
Lei ha palesato la volontà di investire notevoli risorse nell’industria della difesa, alla luce di quanto