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Contratto non riconosciuto a livello nazionale per salvaguardare 74 lavoratori, dei quali, 45 operativi nel magazzino di Maddaloni

MADDALONI- Stop ai contratti pirata. Dura decisione delle segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti: disdetto l’accordo appena sottoscritto con gli amministratori giudiziari Giampiero Atonna e Vincenzo Alborino che avevano ottenuto 13 settimane  di fondo di integrazione salariale per tentare il rilancio in extremis delle attività di LM Trasporti da realizzare entro il 15 ottobre.  La nota dei sindacati è perentoria: «Non possiamo sottoscrivere un contatto pirata che non è riconosciuto a livello nazionale, non sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi e che viola diritti e tutele dei lavoratori addetti in termini salariali e normativi». La situazione diventa disperata: niente tutele 45 lavoratori nella sede operativa di Maddaloni nell’Interporto Sud Europa (Ise), 10 a Bari, 6 presso la sede operativa di Sesto Fiorentino (Fi), 8 a San Giuliano Milanese. Il rischio è che autisti e addetti ai trasporti restino ancora senza stipendio e senza emolumenti: non percepiscono salario dal mese di maggio. Chiesto il cambiamento del contratto sottoscritto dai lavoratori che deve essere quello delle associazioni Nazionali dei datori di lavoro il CCNL (Logistica, Trasporto Merci e spedizione)». Al fine, di evitare ulteriore nocumento ai lavoratori in termini di tutele contrattuali, i sindacati hanno allertato le autorità di vigilanza sul contratto applicato. Sarà un agosto terribile: sfuma l’«assegno di integrazione salariale (Ais) per la momentanea mancanza di lavoro e la susseguente sospensione delle attività. Restano a mani vuote 74 tra autisti e addetti ai servizi di trasporti. Sebbene abbiano assecondato la richiesta disperata di rilancio, le delegazioni sindacali regionali di Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana non solo hanno abiurato l’accordo, appena sottoscritto, ma hanno espresso parere negativo e scetticismo sulla «reale possibilità di recupero delle quote di mercato prese e dei crediti mai riscossi».