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MADDALONI- E’ scoppiata la pace. E’ la pax imperiale, una vera “Pax Augustea” che ha messo fine a quattro anni di fuoco ad altezza d’uomo e a reciproci atti di profonda disistima ben oltre i limiti del rancore. L’odio militante, per il momento, è archiviato. E’ scoppiata la pace De Filippiana. Così, il lupo pascola con l’agnello, l’Aps San Michele collabora con la pro loco Maddaloni, l’opposizione abbraccia la maggioranza. E pure Luca Abete, il castigamatti invocato come censore degli atti amministrativi, ha perso il lavoro, almeno quello riguardante Maddaloni. Finanche il popolo dei social è stato contaminato dalla buona novella. E ora si ode un coro angelico che intona un inno di lode:

De Filippo è il mio pastore
Non manco di nulla
Su pascoli erbosi
Mi fa riposare
Ad acque tranquille mi conduce

Addomesticati i leoni da tastiera. Ai ruggiti dei post sono stati sostituiti i soavi miagolii dei micetti trasformati in animali di affezione. Manco San Francesco è riuscito in una simile impresa. Ma l’Imperatore della maggioranza arcobaleno tutto puote se lo vuole. Ma sia chiaro lo spirito imperiale soffia dove vuole. Così, grazie al Puc, ha trasformato in un’orchestra sinfonica i professori di mandolino ovvero gli irrequieti tecnici maddalonesi. “Lasciate che le opposizioni vengano a me” e così ha spalancato le sue braccia misericordiose ai più lontani… Un’azione messianica che, secondo i più informati, riserba soprese scoppiettanti. E siamo solo all’inizio. La pax imperiale ricolma di senso le parole vuote: così la pratica del nulla assurge al rango di filosofia teoretica. Si discetta dell’organizzazione della festa di San Michele come se fosse un dialogo di Platone. Così, l’intostamento dell’acqua diventa granita siciliana. La tradizionale chiacchiera da marciapiede si trasforma in cronaca sublime della processione minuto per minuto. Eppure sembra che qualche consigliere comunale di maggioranza ancora non riesca a trovare pace anche se, con le ultime elezioni politiche, tutti hanno festeggiato le concomitanti vittorie dei referenti politici degli opposti schieramenti. E pure questo è un vero miracolo. Un miracolo, ad onor del vero, tutto italiano. De Filippo dà la pace ed effonde gioia nei cuori. Tra poco è Natale e prevediamo un innalzamento, oltre la soglia, del diabete e del clima mellifluo. Si prevedono conversioni in massa alla pax imperiale. Basta odio, solo anima e amore. E tutti insieme cantiamo in coro:

Tenimmoce accusì: anema e core
Nun ce lassammo cchiù, manco pe’ n’ora
Stu desiderio ‘e te mme fa paura
Campà cu te, sempre cu te, pe’ nun murì.
Che ce dicimmo a fa parole amare
Si ‘o bbene po’ campà cu nu respiro?
Si smanie pure tu pe’ chist’ammore
Tenimmoce accussì anema e core!

A sinistra il sindaco De Filippo, a destra l’imperatore Augusto