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L’Acer (ex-Iacp) ha inviato 350 avvisi di abusi edilizi. I rilievi nascerebbero nell’ambito della ottimizzazione energetica e alla riqualificazione. Insomma, sarebbero emerse difformità nell’utilizzo di spazi (soprattutto balconi ma anche ripostigli) ai quali è stata cambiata la destinazione d’uso. L’ennesimo atto scatena la reazione dura dei sindacati

MADDALONI- Continua l’approccio burocratico alla gestione dei problemi degli alloggi popolari. Adesso sarebbero da abbattere o rimuovere verande, tettoie, chiusure di balconi e coperture parziali. L’Acer (ex-Iacp) ha inviato 350 avvisi di abusi edilizi. I rilievi nascerebbero nell’ambito della ottimizzazione energetica e alla riqualificazione. Insomma, sarebbero emerse difformità nell’utilizzo di spazi (soprattutto balconi ma anche ripostigli) ai quali è stata cambiata la destinazione d’uso. L’ennesimo atto scatena la reazione dura dei sindacati. Ne abbiamo parlato con Ciro Cortese, segretario provinciale del Sunia.

Siamo ad un nuovo braccio di ferro?

Siamo al solito approccio fatto di carte e poca sostanza. La certificazione di presunti abusi disegna una situazione paradossale.

Sarebbe?

Si contestano alcune verande e manufatti realizzati addirittura 40 anni fa. Da nostre verifiche indipendenti, ci risulta che alcune modifiche contestate sono state autorizzate regolarmente dal comune. All’improvviso, si scopre l’acqua calda e presunte violazioni. Ma stranamente, sempre l’Acer o ex -Iacp continua ad ingorare una situazione macroscopica e inaccettabile.

Quale?

Da mesi, anzi anni, denunciamo il pessimo, carente, inaccettabile stato di gestione dei servizi  condominiali, del verde pubblico e degli spazi esterni. Ebbene su questi fatti enormi nessuno vede e nessuno interviene. Se non è burocrazia miope questa, come altro potremmo chiamarla?

Come potremmo chiamarla?

Lo chiamiamo rincaro ingiustificato dei servizi essenziali. Si paga di più per servizi scadenti o fantasma: ascensori, illuminazione, fogne, verde, scale, aree esterne. Non accettiamo che si pensi a far quadrare i conti senza adeguare le prestazioni erogate.

Ciro Cortese (Sunia)