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Progetto Maddaloni
Quando il Comune non paga i contributi….
In una economia dove c’è poco lavoro bisognerebbe fare il possibile per sostenere quelli che provano a fare qualcosa. Nelle azioni di sostegno all’occupazione gli enti pubblici possono fare molto e non dovrebbero mai tirarsi indietro o creare ostacoli. Ma anche in questo caso Maddaloni è un’eccezione. E’ il caso dell’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti dei dipendenti pubblici. Il progetto ha coinvolto anche il Comune di Maddaloni per il servizio già svolto a favore dei cittadini interessati  dagli operatori sociali che sono in attesa da circa un anno del compenso arretrato. Questa volta però i soldi ci sono ma sono fermi presso l’INPS  perché il Comune di Maddaloni non è in regola con il pagamento dei contributi dei propri dipendenti. Pare che l’INPS abbia anche sollecitato la regolarizzazione ma al Comune qualcuno ritiene che la regolarità contributiva (DURC) non vale per gli enti pubblici. Così mentre qualche funzionario saccente e con lo stipendio sicuro in tasca stabilisce quali leggi valgono per il Comune, decine di lavoratori precari, dopo aver lavorato, sono beffati dall’arroganza ed insensibilità di quanti ignorano altri lavoratori, trattati con indifferenza e senza alcuna attenzione.
Provveda il Comune a regolarizzare anzitutto la propria posizione, incassi le somme in giacenza presso l’INPS e versi il denaro a chi ne ha diritto, a coloro  che hanno svolto il proprio lavoro e non hanno lo stipendio e gli straordinari pagati puntualmente ogni mese.
L’ente pubblico dovrebbe essere il primo a rispettare la legalità ed il mancato pagamento dei contributi si configura come appropriazione indebita cosa che dovrebbe interessare direttamente i dipendenti comunali. Non è certamente questo il Comune che vogliamo e che meritano i cittadini.
Si accusa sempre la classe politica  dei mali di una comunità, ma si dimentica che male peggiore si trova molto spesso nella burocrazia.
Progetto Maddaloni 2.0