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MADDALONI- La “Secessione dei Ricchi” ovvero il regionalismo differenziato, inseguito con slogan, colpi di mano e soprattutto ignorando i Lep (livelli essenziali di prestazione) non è solo un argomento per convegni, dibattiti, inchieste giornalistiche o addetti ai lavori. E’ un allarme istituzionale che coinvolge i comuni. A lanciarlo è Domenico Ticcillo presidente dell’ Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) della Campania. Senza giri di parole ha scritto anche al sindaco Andrea De Filippo e al presidente del Consiglio comunale Francesco Capuozzo. In sintesi, le istituzioni locali e territoriali debbono mobilitarsi. Scrive Ticcillo:

“Come è noto è in corso la discussione dell’autonomia differenziata in alcuni regioni, che dovrà concludersi con l’approvazione di intese da parte del Parlamento. Si tra di un percorso, come spiegato da Anci Campania nella lettera inviata la presidente della camera Roberto Fico, il giorno 5 febbraio 2019, rischia di essere pericoloso sia per i contenuti, in alcuni casi in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione, sia per l’itinerario istituzionale poco trasparente che costringe le Camere a ruolo di semplice notaio di decisioni assunte altrove. Per questi motivi vorrei sollecitare sindaci e presidenti dei Consigli comunali a favorire una discussione pubblica nella sede municipale che coinvolga amministratori, consiglieri comunali, mondo della scuola e dell’impresa, associazionismo. Comuni e autonomie locali devono impegnare Governo, Parlamento, Regione affinchè si riprenda il percorso di un vero federalismo fiscale che porti a servizi sociali e di istruzione commisurati ai livelli essenziali di prestazione da garantire su tutto il territorio nazionale.

Per questi motivi chiedo ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli Comunali di concludere questa discussione con un documento da inviare al capo del Governo, al Presidente della Camera e del Senato e al presidente dell’Anci. L’obiettivo dei Comuni e di Anci Campania è di impedire pericolosi salti nel buio, evitando che queste intesa si risolvano in un accordo bilaterale tra Governo e Regioni del Nord senza che il Parlamento sia chiamato ad esercitare le proprie prerogative la cui ricaduta tocca non solo i diretti interessati ma l’intera comunità nazionale.

Il presidente Domenico Tuccillo.