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Non piace il «centrosinistra ristretto». Cara Pina Picierno ti scrivo: la firma è di Vincenzo Bove in calce ad una petizione sostenuta dal Nuovo Centrodestra (Ncd), da Scalta Civica per l’Italia ovviamente Uniti per Maddaloni e l’associazione «Sbilanciamoci». Il professore Bove, così come lo chiamano gli estimatori, parla chiaro: «Vanno posticipate le date per la presentazione delle candidature dei partecipanti alle primarie del centrosinistra». E poi avanza la richiesta, che è tutta un programma: «Postecipare per poter consentire una eventuale partecipazione delle sottoscritte componenti politiche alla coalizione del centrosinistra». Già perché se il centrosinistra, propriamente detto, è quello che sostiene e legittima Vincenzo De Luca alla presidenza della Regione, allo ra l’esclusione del Nuovo Centrodestra e di Scalta Civica non si comprende. E se le primarie e la coalizione è aperta ai movimenti e associazioni che si rivendono le centrosinistra, altrettanto difficile è dire no a Uniti per Maddaloni che ha sostenuto De Luca presidente. Lo stesso, ma per ragioni più politiche e culturali, vale per «Sbilanciamoci». Insomma, il centrosinistra prima versione è troppo piccolo, troppo ristretto e politicamente poco legittimo. E poi si sa che Enzo Bove è un uomo che punta al concreto, oltre misura. Parla solo a numeri. E i numeri dicono che il centrosinistra lasciato fuori dalla porta potrebbe essere l’ago della bilancia. Bove parla chiaro: «Siamo la storia del centrosinistra locale, l’esperienza e possiamo mobilitare oltre duemila voti». Argomenti non trascurabili. Una iniezione di consensi che rappresenterebbe un’iniezione di fiducia per vincere la elezioni che contano