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MADDALONI- Sorpresa. L’isola ecologica non è a norma? Non è funzionale? Non è adeguata? Intanto, la Buttol ha chiuso, a partire dalla tarda mattinata di oggi, lo spazio di raccolta e parziale riciclo ricavato nel parcheggio del palazzetto Angioni-Caliendo. “Mattina e pomeriggio chiuso, fino a nuove disposizioni”. E’ questa l’unica laconica e beffarda comunicazione per gli utenti. Domani, azienda e comune terranno un confronto. Che è successo? Impazza il mistero dell’isola ecologica. Carte alla mano e stando alle prescrizioni e indicazioni dei Nas, lo spazio ha superato le condizioni minime di idoneità per la funzione di piazzale di raccolta. Mancano, ad onore del vero, un impianto di “prima pioggia” sul piazzale e i servizi igienici in sito. Per il resto, la logistica, con gli scarrabili, ha superato tutti gli esami. E allora, all’improvviso la Buttol scopre le anomalie? E’ successo qualcosa? C’è un problema con gli addetti? C’è un problema con il comune? Di certo c’è un problema con i cittadini che, ancora una volta, la “prendono in saccoccia”. Il solito corto circuito tra comune-committente, azienda-gestore e forse i dipendenti si trasforma in disservizio. Un film visto e rivisto mille volte. Domani, è un altro giorno e va in scena l’ennesimo confronto-incontro tra le parti. Ormai, non c’è pace e non c’è chiarezza. Ogni mese, c’è un intoppo. Prima c’era la questione ticket mensa, poi quella del vestiario, poi quella della sicurezza sul lavoro e dei dispositivi di protezione. Senza parlare delle progressioni contrattuali e dei mezzi d’opera. Non tutte queste problematiche hanno ricevute risposte esaustive. La giostra gira e ora si para di isola ecologica. Problemi tanti, soluzioni poche e ai disagi non c’è mai fine.