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MADDALONI/VALLE DI MADDALONI- Vertice a Roma questa mattina per la messa in sicurezza della statale 265 dei Ponti della Valle”. Si è discusso due due temi fondamentali: la dismissione delle tratte comunali, la loro riqualificazione e il completamento degli interventi (tratta incrocio via Ponte Carolino-Giardinetti), rotonda Giardinetti e rotonda località Oschito. Chiamati al confronto il sindaco di Valle di Maddaloni Francesco Buzzo, il sindaco Andrea De Filippo (sostituito causa Covid), l’on. Antonio Del Monaco e la direzione compartimentale regionale dell’Anas Campania.

On. Del Monaco quali i punti affrontati?

E’ stato un colloquio incisivo che si è sviluppato su due punti fondamentali che sono due emergenze particolarmente critiche: il dramma e la pericolosità della rotonda in località Oschito (Valle di Maddaloni) e la tratta finale che conduce ai Giardinetti.

Andiamo per ordine con quali risultati?

La questione della rotonda Oschito, nota per fatti luttuosi e incidenti in serie, potrà essere risolta: c’è la convergenza sul progetto di soppressione delle rotonda e di rifacimento di tutti gli accessi.

E per la tratta terminale che va ai Giardinetti?

La situazione è più complessa. Ci sono i fondi per rifare l’asfalto. ma sarebbe un intervento non risolutivo. Per rimettere in sesto una strada particolarmente malandata è stato presentato un computo metrico di curca 600 mila euro.

E quindi che si fa?

Ci sarà un ulteriore incontro con Anas Campania perchè la Regione ha i fondi necessari. A Napoli si discuterà di quale intervento si può mettere in cantiere.

Ma non sarebbe più semplice far transitare l’intera tratta tra le competenze dell’Anas?

Anche di questo si è discusso. E si procederà: Maddaloni e Valle di Maddaloni non hanno le risorse per gestire arterie che servono un traffico interprovinciale e interregionale.

Quindi?

Quindi ci sarà un sopralluogo tecnico per verificare se sussistono le condizioni affinché le tratte in questione possano ridiventare tratte statali. Il problema è l’urbanizzazione e l’utilizzo. Vanno censiti quanti accessi diretti, quanti incroci con la viabilità ordinaria e quanti passi carrabili ci sono. Solo dopo si decederà se tutta la tratta diventa di nuovo statale.

Non c’è il rischio di un rimpallo di responsabilità e di uno stallo?

Assolutamente no. Abbiamo detto a chiare lettere che la situazione attuale è indecente, insostenibile e non degna di un Paese civile. Faremo le barricate in assenza di riposte risolutive. Adesso, andremo a Napoli per ottenere interventi concreti e risolutivi.