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Finanziati vecchi progetti di adeguamento e completamento: 2 milioni e 800 mila per Maddaloni e oltre 2 milioni per San Felice a Cancello

MADDALONI- Dove eravamo rimasti? E come cambia l’ospedale di Maddaloni? Arrivano i progetti, già appaltati, di riqualificazione funzionale, adeguamento e completamento del nosocomio. Si tratta di quelli precedenti alla pandemia, rimasti nel cassetto per quasi dieci anni. Poi è arrivato il Covid-19 e, in soli quattro mesi, sono stati ristrutturati due piani. Appena 12 mesi fa era cominciata la ristrutturazione pure del terzo piano e dal terzo piano di riparte. Finanziati gli interventi per 2 milioni e 800 mila a cui si aggiungono poco più di 2 milioni per il plesso annesso di San Felice a Cancello.

On. Del Monaco (M5S) di cosa si tratta?

on. Antonio Del Monaco

Ho parlato con i tecnici dell’Asl. Si procede alla ristrutturazione, adeguamento miglioramento delle strutture dell’ospedale di Maddaloni. In concreto, finanziata la seconda del terzo piano (svuotato da sette anni dopo il trasferimento di pediatria, ostetricia e ginecologia). In sintesi estrema, sarà riqualificata l’ex Pediatria e sarà dotata di una struttura spogliatoio. Sempre per rimanere sui lavori operativi, a San Felice a Cancello, invece sarà completato il terzo piano e adeguati gli ascensori.

In prospettiva, si tratta di interventi di adeguamento che vanno ben oltre l’attuale gestione del Covid-19?

Esattamente, si tratta del rilancio di vecchi interventi, già pianificati in epoca pre-pandemia, finalizzati all’adeguamento strutturale dei plessi. Stiamo parlando di edilizia sanitaria: quindi, di ammodernamento delle strutture, condizione necessaria per attrezzare nuovi servizi.

Per l’ospedale di Maddaloni, siamo in mezzo al guado: votato alla pandemia in attesa del completamento dei progetti?

Molto dell’adeguamento, mai realizzato, è stato fatto. Questo è un dato imprescindibile e indiscutibile. Una realtà nel panorama, non proprio esaltante, della dotazione strutturale sanitaria territoriale delle provincia di Caserta. E’ stato integralmente rifatto l’impianto elettrico, le condotte dei gas medicali e dell’ossigeno. Infatti, a regime e secondo l’ultimo piano ospedaliero, il terzo piano avrebbe dovuto ospitare i servizi di geriatria, lungodegenza e in parte anche di oncologia. Ma il futuro potrebbe portare delle ulteriore aggiunte di servizi.

Oggi, il Pronto soccorso è diventato un hub vaccinale. E domani?

Si procede per singoli step. Se il Pronto soccorso è diventato un hub vaccinale necessario si sta lavorando anche per attrezzare aree per la somministrazione di terapie seriologiche. Spero che anche quest’ultimo servizio sia attivato al più presto. Ma per il futuro Pronto Soccorso restano in piedi i progetti originari.

Quali?

Quello di costruirne uno nuovo, indipendente dall’ospedale, da ricavare nell’area del terrapieno vicino alla Radiologia. Non è una ipotesi ma un progetto che sarà finanziato con fondi propri dell’Asl. Il, futuro non è prossimo ma già si intravedono delle chiare indicazioni.

Quindi non si farà la camera calda presso il Pronto soccorso?

Con la nuova ubicazione cambia la priorità e la cronologia degli interventi. Il fatto nuovo è che, nonostante la pandemia, i vecchi progetti e quelli in itinere vanno avanti. Adesso, la speranza deve essere doppia che la crisi pandemica si risolva al più presto e che pertanto la riconversione arrivi quanto prima.