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Vittoria annunciata per la coppia nata a poche settimane dal Festival. Assegnati anche gli altri premi, mentre la RAI spinge per confermare Amadeus che ha vinto il “suo” Festival tra boom di ascolti e canzoni ancora una volta azzeccate.

Stavolta nulla ha potuto cambiare un destino già scritto dalla prima serata. Mahmood e Blanco vincono il 72° Festival della Canzone Italiana. Due giovani della generazione alpha-digitale che trionfano nella più radicata delle italiche manifestazioni. QProprio quel Festival tante volte bistrattato e taciuto di non piacere ai ragazzi. Invece, dal 2017 ad oggi, i vincitori si chiamano Francesco Gabbani, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Diodato e Maneskin, non proprio dei giurassici. Abbiamo dimenticato Mahmood che nel giro di tre anni scrive due volte il suo nome nell’albo d’oro di Sanremo. Dati eloquenti che chiudono ogni tipo di discorso sulla funzionalità del festivalone nostro. Cronaca di una vittoria annunciata quello della “coppia” che a Sanremo doveva venire in veste singola. Trent’anni Alessandro Mahmood, 19 anni per Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, un miliardo di streaming in poco più di un anno e vincitore più giovane in assoluto nella storia di Sanremo. Il duo rappresenterà l’Italia al prossimo EuroVision Song di Torino dall’11 al 14 maggio. Difenderanno il titolo di Campioni d’Europa conquistato dai Maneskin

CHI SONO I VINCITORI

Mahmood, nel 2019, ha scritto una pagina unica nel Festival di Baglioni. Entrato da illustre sconosciuto nel cast dei Big, si impose con “Soldi”, aprendo una nuova strada nel cantautorato italiano. Blanco è ancora un diamante grezzo, con canzoni che volano nelle classifiche attraverso l’aggressività e l’emotività dell’adolescenza. Sono arrivati a Sanremo72 con poca frequentazione tra loro ed insieme hanno costruito i “Brividi” di una canzone che parla della paura di amare e delle emozioni che rivelano quello che siamo in realtà. In uno dei Festival più trasversali degli ultimi anni, hanno messo d’accordo diverse generazioni grazie ad una narrazione vocale semplicemente perfetta. Per loro il 54,3% dei voti nell’ultima votazione totalmente riservata al televoto.

Marco Mengoni, super ospite della finalissima (ph.: Backstage & Set)

IL PODIO E I PREMI

Secondo posto per Elisa ed è ancora tutto bellissimo. Un’interpretazione magnetica e toccante regalata al testo del napoletano Davide Petrella. “O forse sei tu” è l’ennesima magia di una carriera iniziata 21 anni fa proprio a Sanremo. A chiudere il podio l’eterna icona del paese. Gianni Morandi, il Mattarella di Sanremo, è lo specchio di un’Italia che ha ancora bisogno di sicurezze e familiarità. Ha ancora bisogno di un Morandi che allarga le braccia come Modugno e ci invita ad aprire tutte le porte. Inimmaginabile che il Gianni Nazionale avrebbe messo piedi all’Ariston solo per fare passerella. Morandi ha sfoderato un’energia che nemmeno i trapper, per un Festival che ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che evviva il nuovo che avanza ma quanto è bello avere certezze incrollabili. L’ultimo atto del Festival è anche annuncio di altri premi. Il più importante, quello della Critica intitolato a “Mia Martini”, va a Massimo Ranieri con “Lettera al di là del mare”, prova gigantesca di un monumento dello spettacolo. Gianni Morandi si porta a casa il Premio intitolato a “Lucio Dalla”, assegnato dalle Radio & TV private. Una targa dal sapore decisamente forte assegnata, a dieci anni dalla scomparsa di Lucio Dalla, ad uno degli amici più importanti del cantautore bolognese. “Apri tutte le porte” ha letteralmente dominato le radio nel weekend sanremese. A Fabrizio Moro il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo che ha scandito “Sei tu”, brano portato in gara dal cantautore romano. Ad Elisa un riconoscimento prestigioso, il Premio “Sergio Bardotti” assegnato dall’Orchestra del Festival diretta da Leonardo De Amicis.

SPUNTI DI CLASSIFICA

Quarto brillantissimo posto per Irama che con “Ovunque Sarai” ha dimostrato di essere capace di spaziare tra diverse proposte sonore. Altrettanto positiva la quinta posizione per il debuttante Sangiovanni con “Farfalle” che gli fa superare l’esame di maturità. Solo quindicesima la coppia Ditonellapiaga/Rettore, ottimo decimo posto di Michele Bravi, nono Dargen D’Amico che ha regalato al Festival simpatia e tanta dance. Matteo Romano è il migliore dei tre giovani promossi tra i BIG chiudendo all’undicesimo posto con “Virale”. Achille Lauro, sornione in 14ma posizione sa che “Domenica” avrà vita lunga in radio.

Per Elisa il Premio “Bigazzi” asegnato dall’Orchestra del Festival

LA RAI SPINGE PER L’AMADEUS-QUATER

Mentre i piani alti di viale Mazzini stanno già pregando Amadeus per una quarta volta all’Ariston che nemmeno Baudo delle stagioni d’oro, “Ama” si gode quei numeri quasi impossibili da raggiungere che sono diventati realtà grazie ad una mole di energia riversata tra polemiche e difficoltà, specie nelle ultime due edizioni ricche di ostacoli lungo il cammino. Questo, però, è stato magnificamente il “suo” Festival. L’amico Fiorello nella serata di apertura, Checco Zalone nella seconda. Poi un uomo solo al comando che ogni giorno macinava numeri Auditel che non si vedevano da quasi trent’anni. Un successo non casuale e costruito nel tempo: dalla quotidianità de “I Soliti Ignoti”, che ogni sera lo porta nelle case degli italiani, fino all’essere sempre al servzio dello spettacolo e mai egocentrico protagonista. Sanremo2022, per una settimana, ha portato luci, lustrini, note musicali e soprattutto tanta speranza in un Paese devastato dal COVID. La speranza è tutta riversata verso l’industria discografica che si spera possa rimettersi in moto con il suo indotto. La musica deve tornare a vivere: nelle strade, nei palasport, negli stadi, nelle sagre, nelle feste di piazza e anche nelle discoteche, visto che Amadeus ha trovato il tempo anche per fare il DJ alla fine della serata dedicata alle cover.

APPUNTI DA UN FESTIVAL

Il 72° Festival della Canzone Italiana ci ha regalato l’unicità di Drusilla Foer e la freschezza di Maria Chiara Giannetta, una ragazza del Sud che ha deciso di fare una cosa sola e farla bene: l’attrice! Sabrinona Ferilli surclassa Ornella Muti e il ruolo “cucito” da Maria De Filippi a “Italian’s Got Talent”, le apre nuovi scenari a una carriera ricca di esplorazioni. Tante le sfumature regalate dalle canzoni in gara. L’amore declinato in tante sfumature da Elisa, Irama ed Highsnob e Wu, questi ultimi senza dubbio i migliori e più talentuosi debuttanti. Massimo Ranieri inarrivabile, Achille Lauro e Fabrizio Moro che clonano sé stessi, mentre Iva Zanicchi si prende la rivincita da quel Sanremo 2009 che aveva lasciato qualche ferita. Tra le cose da salvare sicuramente Sangiovanni che attraverso la musica riesce a sconfiggere la sua anima introversa. La Rappresentante di Lista è molto di più di “Ciao Ciao”: musicisti veri che hanno fatto centro per la seconda volta consecutiva al Festival e non può essere un caso. Sanremo72 ci ha fatto amare le canottiere di Giovanni Truppi e la spensieratezza di Aka7even. Il Festival appena concluso ci ha regalato anche Ana Mena che sembrava uscita da un matrimonio alla “Sonrisa”. Per un attimo abbiamo temuto la “fazzoletatta” all’Ariston. Noi, però, le vogliamo bene e attendiamo entro la fine di giugno il nuovo reggaeton da spiaggia. Chi ha vinto è solo un dettaglio. Sanremo 2022 è stato un Festival dal volume alto, con l’augurio che il prossimo anno possa essere vera normalità.  

La gioia di Gianni Morandi per il terzo posto

Vincenzo Lombardi