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Successo schiacciante per il cantante elvetico che raccoglie un numero incredibile di preferenze tra giurie e televoto. Secondo posto per la Croazia che ha lottato fino all’ultimo. Angelina conquista il pubblico ma racimola meno voti del previsto. Ottima esperienza per lei

Si andrà in Svizzera per l’EuroVision 2025! Pronti a scorpacciate di cioccolato dopo la vittoria schiacciante di Nemo, favorito alla vigilia con The Code che, nell’ultimo atto della kermesse, ha letteralmente fatto il pieno di preferenze sia nelle giurie che nel televoto. Fino all’ultimo è stata sfida con la Croazia come Giornale News aveva ampiamente annunciato alla viglia (LEGGI IL NOSTRO SERVIZIO DI VENERDI). Terza vittoria per la Svizzera dopo il 1956 con Lys Assia e il 1988 con Celin Dion.

Vince The Code, una canzone davvero bella, difficilissima da cantare, con un’esibizione equilibristica a rendere tutto ancora più difficile. Una canzone che fonde diversi generi: pop, rap e un salto nell’opera. Molto interessante il tema con Nemo che racconta la propria storia personale e la scoperta di essere sessualmente non binario. Si parla di sofferenza ma anche di liberazione e accettazione. In senso molto lato, The Code, può essere una canzone che parla a tutti coloro che si sentono imbrigliati in schemi convenzionali oppressivi, o stanno cercando o hanno rotto quegli schemi.

Nemo stravince letteralmente il voto della giuria, un po’ meno in quello popolare. Il suo principale opponente, Baby Lasagna dalla Croazia, con Rim Tim Tagi Dim ha confermato di essere molto forte nel voto popolare e meno in quello della giuria. La supremazia della Svizzera è stata nettissima. Ha praticamente raccolto quasi tutti i 12 possibili, il voto più alto che le giurie assegnano, lasciando agli altri le briciole. Il divario tra The Code e Rim Tim Tagi Dim è stato così enorme che, la grande quantità di punti, arrivata dal televoto non è bastata al bravissimo Baby Lasagna.

Nemo Mettler alias Nemo, 25 anni, raggiunge uno dei più alti riconoscimenti musicali. Il neo vincitore di Malmo calca le scene musicali in Svizzera dal 2015 pubblicando i suoi album in tedesco. Negli ultimi anni si è messo in luce maggiormente vincendo nel 2018 ben quattro premi agli Swiss Award che sono una sorta di Oscar della musica svizzera. Nel 2021 ha partecipato alla versione locale del cantante mascherato arrivando quinto. Nemo è stato scelto per rappresentare l’EuroVision attraverso una selezione interna dall’emittente SRF.

E l’Italia? Diciamo subito e senza ombra di dubbio che Angelina Mango è stata bravissima. Ha divertito, ha brillato anche su quel difficile palco e ha saputo gestire in maniera elegante certe situazioni anche spiacevoli che vi sono state, come la diserzione della conferenza stampa di tutti i Big Five. Si chiude con un settimo posto e tanti applausi da una platea internazionale che Angelina ha, di fatto, conosciuto per la prima volta. Un anno fa era ad “Amici“, poi il boom in classifica e la vittoria al Festival di Sanremo. A venti anni solo complimenti per lei.

La raccolta voti per l’Italia non è andata proprio come ci si aspettava sia nella giuria che nel televoto. Ha fatto sicuramente meglio la Francia, così come l’Ucraina arrivata terza e sulla posizione di Angelina Mango ha pesato non aver ricevuto nessun 12 dalle giurie delle Nazioni. Cosa è andato storto? Oltre alla confusione che ha creato la Rai, con relativa tensione, (per alcuni momenti si è parlato di squalifica per l’Italia), c’è stato quell’annuncio sui voti del pubblico italiano a favore di Israele che avrebbe potuto creare un effetto antipatia. Non lasciamo commenti in merito.

A dirla tutta si poteva avere maggior fiducia in Angelina e lasciarla da sola sul palco. L’introduzione delle ballerine ha certamente creato un bello scenario, ma ha tolto quell’elemento di spontaneità che il pubblico aveva saputo apprezzare e vedere nei pre-party di Madrid, Londra e Amsterdam. Comunque, brava Angelina Mango che ha inserito nel suo bagaglio artistico un’esperienza enorme e questo settimo posto ha un sapore dolcissimo, meno eclatante, ma non meno importante.

Da segnalare certamente il podio dell’onnipresente Ucraina con Teresa e Maria di Alyona Alyona e Jerry Heil. Mentre scriviamo ci stiamo chiedendo chissà come sarebbero andate le cose se questa meravigliosa canzone avesse avuto una posizione migliore che non la numero due in scaletta. Di Slimane con Mon Amour, quarto, in pratica abbiamo detto. E’ riuscito ad andar bene sia nel voto dei giudici che del pubblico. Ci pare possa essere contento, anche se la Francia non riesce a vincere l’EuroVision da quel lontano 1977.

Terzo posto per l’Ucraina e tantissimi consensi per la Francia che chiude al quinto posto con la bella prestazione di Slimane. Tante polemiche per Israele, pessimo risultato per il Regno Unito.

Quinta Israele con Eden Golan e la sua Hurricane. Tanti i voti dal pubblico come era preventivabile, peccato per i buuu durante l’esibizione, anche se buona parte dell’Arena ha cercato di sostenerla. Tanto brusioanche al momento dell’assegnazione dei punti da parte dei giudici alla bravissima israeliana. Non proprio un atteggiamento da EuroVision, festa dei popoli che dovrebbe essere fondata su tolleranza e accettazione. Menzione d’onore al Portogallo che prende qualche dodici e finisce in Top Ten con una canzone, Grito, difficile ma magistralmente interpretata da Iolanda. Da segnalare anche un 12 al Lussemburgo che ritornava dopo trent’anni anni. Un plauso al “nostro” Durdust, che ha curato le musiche di Tali con Fighter.

Il francese Slimane

Poi la Germania, con Isaak e Always on the Run, fuori dai primi dieci (dodicesima posizione finale). Menzione negativa per il Regno Unito che si becca uno zero dal pubblico. Pure quest’anno ci dovremmo sorbire la lagna anglosassone sul fatto che l’Europa li trova antipatici e quindi di non partecipare più. Stupisce comunque lo zero perché Olly Alexander ha un certo seguito, magari provare inviare una canzone migliore o eseguire una migliore esibizione? Chiedere a Sam Ryder secondo a Torino appena due anni fa.

Parlando dello show in senso stretto, sono state davvero tre serate stupende. Malin Akerman e Petra Mede fantastiche ed autoironiche e tra loro c’era una ottima intesa. Tutto è stato divertente e anche un po’ emozionante. Peccato che polemiche che hanno in parte rovinato la festa. Polemiche iniziate un anno fa a Liverpool. Vinse Loreen e ovviamente gente che non ha mai visto l’Eurovision, manco di striscio, ma che sanno tutto del mondo, già avevano gridato al complotto in quanto l’edizione in Svezia era perfetta per celebrare gli ABBA e il loro anniversario, tutto studiato a tavolino.

Le ucraine Alyona Alyona e Jerry Heil

Gli ABBA, alla fine, non si sono visti se non grazie all’AI in una operazione discutibile. Chiaro che poi si è cantanto Waterloo per celebrare i 40 anni dalla vittoria all’EuroVision. In verità una reunion c’è stata e cioè quella degli altrettanto mitici Alcazar, anche se come ha detto Petra Mede non è che ci voleva tanto visto che fanno una reunion pure per una bottiglia di vino. Chi avrebbe mai detto che gli svedesi sono un popolo molto autoironico?

Di Israele abbiamo detto, con addirittura manifestazioni con migliaia di persone fuori l’Arena e con anche qualche atteggiamento dei cantanti non proprio amichevole nei confronti della collega israeliana. Mettiamoci poi il caso Joost Klein, l’olandese che era dato tra i possibili vincitori. Finito sotto indagine della polizia svedese per minacce nei confronti di un membro della troupe dell’EBU. Secondo la tv olandese Joost Klein, dopo l’esibizione stava correndo in camerino e in rottura degli accordi è stato ripreso dalle telecamere. Da lì il patatrac. La Tv olandese ha definito l’esclusione eccessiva e sproporzionata. Certo fa un po’ sorridere come questi artisti sono pronti a chiedere con forza a popoli interi di far la pace e smettere con la guerra e poi sbroccano per una telecamera di troppo.

Escludere l’Olanda ha portato una forte antipatia del pubblico presente all’Arena ieri, verso il boss dell’EuroVision Martin Österdahl fischiato pesantemente ogni volta che veniva chiamato in causa. Alessandra Mele, italo norvegese che doveva presentare i voti per la Norvegia, ha disertato all’ultimo minuto sempre in merito alla questione israelo-palestinese.

Le conduttrici Malin Akerman e Petra Mede

Chiudiamo con San Marino che ha minacciato di non partecipare più all’EuroVision dopo la terza eliminazione consecutiva, in quanto il regolamento, a loro dire, danneggia i piccoli paesi. In verità anche il Belgio, eliminato a sorpresa, aveva espresso lo stesso timore, senza minacciare però di uscire. Insomma non è EuroVision senza polemica ma quest’anno si è un pochino esagerato.

Adesso tocca alle canzoni sperando vadano bene nelle varie classifiche europee e mondiali. Dove andremo l’anno prossimo? Ginevra o Berna? Farà freddo in Svizzara a maggio? Comunque vada, Giornale News sarà pronto a raccontarvi EuroVision 2025!.

Alfredo Ferrara