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Preoccupa l’«Indice di Qualità dell’Aria» (IQA) che misura gli sforamenti nel corso delle 24 ore

MADDALONI- Non è più un problema di sforamenti. E nemmeno di obbligo di restrizione delle circolazione veicolare. C’è un parametro qualitativo non meno preoccupante: si chiama «Indice di Qualità dell’Aria» (IQA) che misura la qualità dell’aria nel corso delle 24 ore. Ripetiamo: sebbene si tratti di un parametro sintetico di livello qualitativo dell’inquinamento atmosferico, monitorato su base giornaliera, conferma la persistenza di condizioni di criticità perché correla la concentrazione di inquinanti rilevati e il conseguente impatto generale sulla salute pubblica. Un fatto serio. E la qualità dell’aria, anche a Maddaloni e non solo a Maddaloni, è pessima. Sebbene la centralina, posta nel perimetro della scuola media Settembrini (lato via Libertà), non rilevi le concentrazioni di ozono e ossido di azoto, a destare preoccupazione sono le concentrazioni di polveri sottili (Pm10 e Pm 2.5). E questa volta non ci sono alibi. Non ci sono cementifici, con annessi altoforni in funzione, e nemmeno opifici inquinanti. Maddaloni resta, quest’anno, ai piedi del podio regionale per la peggiore qualità su base annuale. Il problema non sono i dati registrati ma l’identificazione delle sorgenti che fanno impennare le concentrazioni di polveri sottili e perché i dati  «non sempre sono riconducibili a chiare fonti di immissione». L’indiziato numero uno è il traffico veicolare. Così, in attesa della «campagna straordinaria di monitoraggio» dell’Arpac fatta con laboratori mobili nei punti più significativi, l’effetto delle circolazione eccessiva delle auto in centro, dei Tir e dei relativi rimessaggi si sente. C’è da riflettere. Ci sono i dati inoppugnabili. Non pervenuti gli ambientalisti da tastiera e la commissione ambiente del consiglio comunale.

Redazione