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Ultimo atto della kermesse con il previsto testa a testa con Geolier. Il rapper di Secondigliano protagonista di un grande Festival sotto ogni punto di vista. Terzo posto per Annalisa

La soluzione migliore sarebbe stata quella impossibile ma allo stesso tempo spettacolare: una vittoria ex equo. Perché si, questi due ragazzi avrebbero meritato entrambi di vincere, di scrivere il proprio nome nell’albo d’oro perché poco più che ventenni hanno dimostrato tantissimo nonostante le differenze dei loro generi. ANGELINA MANGO ha vinto la 74a edizione del Festival di Sanremo, l’ennesima dei super record di Amadeus. Si è arrivati al 67% di share. Qualcosa di impossibile solo da prevedere. Torna a vincere una donna a Sanremo dopo dieci anni con il voto congiunto tra pubblico da casa, stampa e radio. Per GEOLIER il secondo posto e la consapevolezza che, vista la giovane età, presto arriverà la rivincita.

Geolier è stato protagonista di un Festival di Sanremo semplicemente fantastico e maturo e non solo dal punto di vista musicale, aspetto per il quale da anni ottiene risultati e numeri da capogiro. Geolier ha dimostrato di essere già grande dal punto di vista della comunicazione e della disciplina artistica. Contro pregiudizi, polemiche e massicce dosi di razzismo musicale, ha saputo contenere l’amarezza, cantare verso una platea che lo fischiava e soprattutto entrare nel cuore di quell’Italia che non capisce i suoi testi ma, quasi a fiducia, crede in questo ragazzo di Secondigliano che è già un esempio per molti.

Per Angelina tripletta di premi con quello delle Radio-Tv intitolato a “Lucio Dalla” e quello miglior testo intitolato a Sergio Bardotti. Premio della Critica “Mia Martini” a Loredana Bertè. Premio Bigazzi per il miglior arrangiamento a “Mariposa” di Fiorella Mannoia

Angelina Mango è stata altrettanto protagonista di un Sanremo a tratti magici che fa registrare già numeri straordinari per una debuttante. Ha distribuito performance da veterana e l’emozione più bella di questa edizione (insieme a Giovanni Allevi) nell’omaggio a papà Pino nella serata delle cover. Terzo posto per Annalisa già regina degli streaming. Quarta posizione per Ghali, chiude la cinquina Irama con “Tu no“. Gli altri premi vedono il trionfo di Loredana Bertè nella Critica intitolata a sua sorella Mia Martini. Per Angelina Mango si completa la tripletta con la vittoria del Premio “Lucio Dalla” assegnato dalle radio e tv private. Per lei anche il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior arrangiamento a Fiorella Mannoia per “Mariposa

Uno spettacolare Fiorello nello spettacolare scatto di Carlo Capodanno

Dopo classifiche e verdetti e al termine di questa lunga settimana festivaliera che, come da tradizione abbiamo vissuto in prima linea con Giornale News, ci permettiamo di citare anche tanti altri artisti che crediamo avranno vita lunga nel post Sanremo 2024. Come non dare la copertina a una Fiorella Mannoia, sempre raffinata, Irama che con i suoi testi sa entrare nel cuore del pubblico come Diodato. Doveva essere il Festival del rilancio per Ghali e così è stato con la perfetta esecuzione di “Casa Mia“. Mahmood piazza l’ennesimo colpo sanremese con “Tuta Gold” già in Global su Spotify. Peccato la sua uscita dalla cinquina finale. Poteva accadere qualcosa.

Sempre meravigliosa Annalisa (ph.: Carlo Capodanno)

Note positive anche per Mr. Rain che ha raccolto quanto seminato nell’anno meraviglioso post “Supereroi”. Loredana Bertè, forse troppo autocelebrativa, ha dimostrato di essere ancora una leonessa rock. Emma ha semplicemete confermato quanto di buono fatto già vedere (e sentire) nell’ultimo album. Tanta ma davvero tanta qualità per Gazzelle e Santi Francesi che forse non hai pensato alla classifica ma solo a far sventolare la bandiera del nuovo cantautorato.

Roberto Bolle superospite della finalissima (ph.: Carlo Capodanno)

Escono con un approccio positivo anche i ragazzi di questo Festival, nettamente superiori a quelli di un anno fa e con la possibilità di continuare a far parlare di loro. Clara ha qualità e presenza scenica, Maninni e Il Tre, seppur semplici nel loro compitino, hanno dimostrato di avere le carte in regola per affrontare il palcoscenico più importante dello spettacolo italiano. Con questa nostra piccola e personale considerazione va in archivio il quinto Sanremo consecutivo di Amadeus e dell’angelo custode Fiorello. Un quinquennio forse irripetibile, scolpito nella storia del Festival e della televisione.

Entrambi, da settimane giurano che si tratta dell’ultimo Sanremo. In pochi ci credono. Se fosse così il loro successore avrebbe uno dei compiti più difficili di sempre. Il nome più frequente è quello di Laura Pausini ma prima Ama e Fiore dovranno prendersi l’ultimo caffè con i vertici Rai e confermare definitivamente il loro addio.

Vincenzo Lombardi