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Carlo Scalera
PERCHE’  ORA  TARI
Sempre più complicato, più difficile, dove il cittadino normale deve pagare senza sapere neppure cosa paga e perché.
Una volta veniva chiamata  TARSU, TIA e TARES. Ora imparate bene questa parola  TARI: è la tassa rifiuti che, dal 1 gennaio 2014,  ha sostituito tutte le sue precedenti anime.
Questa tassa la TARI vede la luce con la legge di Stabilità del 2014: norma aggiornata nel 2016 con l’istituzione di alcuni margini di azione per i Comuni.
Ma è  la legge 147 del 27 dicembre 2013 a far nascere la IUC, ovvero l’imposta unica comunale: un acronimo che riunisce in tre lettere tutti gli incubi dei cittadini italiani in tema di tasse, mettendo insieme TARI, TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili, ovvero i servizi comunali per la collettività come l’illuminazione e la manutenzione stradale) e naturalmente IMU, l’Imposta Municipale Unica erede di Ici e Irpef sugli immobili.
Bene quando si parla di munnezza  e qui fino ad ora ci hanno cosi confuso le idee che sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza cosa che dovrebbe fare la politica invece di “azzupparci”,  mi spiego meglio perché  vale la pena capire come funziona questa tassa e chi è tenuto a pagarla.
Premesso un fatto importante noi italiani perbene paghiamo troppe tasse senza avere servizi in cambio, specialmente al sud. Ad ogni legge di stabilità o finanziaria, c’è sempre un termine che viene cambiato e un raggruppamento di balzelli, mai che ne tolgano uno e noi popolo calpestato da tutti siamo sempre lì pronti a pagare, a fare la fila alla posta dove nel terzo millennio mancano ancora i servizi igienici. Nei comuni poi non si capisce niente si pagano servizi inesistenti come le accise che gravano sul costo della benzina.
Spero tanto che  arrivi un giorno che capiremo che bisogna dire basta a tutto questo? Altrimenti paghiamo e zitti…..buon estate a tutti.
Ma veniamo a questa imposta che  è locale e corrisponde in sostanza ai soldi che il Comune chiede per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio e include la tariffa igiene ambientale.  Non parliamo se il servizio viene svolto bene o meno ma andiamo ad analizzare chi oggi paga la TARI.
La TARI è una tassa a carico di chi occupa un immobile e, in caso di locazione, dell’affittuario dello stesso. La logica è: paga chi consuma e produce rifiuti. Se l’immobile è intestato a più soggetti, l’imposta è a carico di ognuno di loro in solido. In caso di locale sfitto e non occupato (o anche solo occupato per brevi periodi, come per gli affitti delle vacanze), però, è il proprietario a pagare.
La tassa rifiuti ha quindi come presupposto che si possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree anche scoperte. Non importa la destinazione d’uso: importa che potenzialmente possano produrre rifiuti. Restano esenti le aree comuni, come ad esempio pianerottoli, scale o cortili di un condominio. Il garage auto, ad esempio, paga. La cantina no. Ma andiamo a vedere quanto costa la TARI. Come si legge su Dirittierisposte.it , è il regolamento comunale a stabilire l’ammontare dell’imposta. Proprio per questo il Comune di Maddaloni  si dovrebbe monitorare e misurare periodicamente la quantità di rifiuti gestiti e smaltiti dai servizi territoriali, per calibrare e ricalibrare l’ammontare della TARI, vorremmo sapere se gli uffici preposti lo fanno.
Non lo so, se noi, diventeremo con questa incapacità fatta di inefficace  e di inefficienza   un  comune “virtuoso”, in quei comuni dove si effettua la raccolta differenziata, ( da noi siamo ai minimi storici non per colpa dei cittadini ma di chi gestisce )  avranno per legge sconti e agevolazioni che possono applicare come riduzioni agli utenti, abbattendo il costo della tassa a loro carico.
E vale anche il caso diametralmente opposto: in caso di servizio rimozione e smaltimento rifiuti inadempiente da parte del Comune, gli utenti possono in teoria vedersi applicata una riduzione della TARI fino al 20% come “risarcimento”. Questa non lo so se dico una baggianata ma da noi è una chimera.
La TARI si paga  con F24 o bollettino postale, entro il 16 giugno in un’unica soluzione oppure con almeno due rate (acconto a giugno e saldo a fine anno, il 16 dicembre). Ma occhio alle date perché anche in questo caso possono variare da Comune a Comune e avere quindi scadenze differenti (a Milano, per esempio, si parla di luglio per la prima rata): sempre meglio controllare sul sito della città di riferimento. Infine la Tari è calcolata in base alla superficie calpestabile dell’immobile, alla sua tipologia, alla sua destinazione d’uso e alla quantità di persone che lo occupa. Sui siti dei Comuni si dovrebbe reperire le informazioni per calcolare i propri importi.
Sono anche sicuro che il cittadino normale sarebbe ben contento di  pagare questa tassa se fosse ben spesa, ma fino ad oggi tutto questo non è successo, anche perché la politica sulla munnezza  ha saputo solo pensare ai suoi interessi , senza mai pensare alle esigenze dei cittadini, anzi ha premiato quei  cittadini che hanno sporcato  e non sono mai stati puniti , senza  dimenticare chi ha sempre evaso a discapito di chi ha sempre  pagato.
Un ultimo dubbio , ma nella Tari viene pagata  l’IVA? E’ una tassa o una tariffa? Se fosse una tariffa, ok l’assoggettamento all’IVA, ma non dovrebbe esservi obbligo di pagamento perché una tariffa obbligatoria sa tanto, ma proprio tanto di…TASSA (camuffata). Se invece è una tassa, si pagherà obbligatoriamente ma sarà esente da qualsiasi ulteriore imposizione fiscale. Sbaglio? Se è  sì, sarò grato a chiunque mi illumini e mi faccia capire  perché vanno a comporre l’imponibile quindi assoggettate all’IVA?