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MADDALONI- La «faglia di via Cancello». Da uno squarcio profondo nel terreno, a poche diecine di metri dall’ex provinciale Nola-Caserta, fuoriesce di tutto. Acque putride si riversano in un terreno incolto usato come cassa di espansione per le esondazioni dei liquami provenienti da Santa Maria a Vico. Che quando piove si allaga via Cancello è cosa talmente nota che non fa più notizia. Sarebbe come scrivere che chi esce senza ombrello, durante un temporale, si bagna. Sarebbe il luogo comune elevato al quadrato. Ma la vera notizia. Diciamo pure lo scoop è un altro: a poco più di tre mesi dalle ultime amministrative, quando via Cancello e dintorni con periferie e circondario era in cima ai proclami e ai programmai di tutte le forze politiche e di qualche candidato in particolare, tutto tace. Proprio ora che il disagio si manifesta in tutta la sua virulenza. La «strada delle vergogna» e dintorni finisce sott’acqua. Allora ti aspetti la reazione che conferma la mobilitazione elettorale. E pure il sacrosanto furore e la rabbia giusta di chi vive mezzo immerso in una fogna. E invece c’è il silenzio. Sarà forse la rassegnazione e forse sarà anche la stanchezza. E’ dura combattere contro muri di gomma che si chiamano, comune, provincia e regione. Enti che con la burocrazia, le promesse e le facce di bronzo dei burocrati sono in grado di stroncare la resistenza di chiunque. E se fosse che i pruriti preelettorali ancora non si fanno sentire? Si voterà tra il 15 aprile e il 15 giugno 2018. Quindi dopo Natale e pure dopo Pasqua. Quindi a che serve mobilitarsi?  La visibilità  sia sa è una condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per mietere consensi. E la stagione della raccolta dei voti è lontana.  Mobilitarsi ora sarebbe fare una battaglia, durissima e di minoranza, per una giusta causa e per principi di civismo. Ma con il civismo, i comitati e le associazioni si può lottare per un territorio che abbia un volto umano. Ma non si fanno i consiglieri comunali. Eppure qualcuno ha parlato e scritto di vasche di laminazione per contenere le esondazioni. Qualcun altro ha sbandierato protocolli risolutivi. E sembra che una fetta dei famigerati 50 milioni di De Luca era destinata proprio ad asciugare le lacrime e i disagi delle periferie. I 50 milioni non ssi sono visti. Restano le lacrime e i disagi.