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Antonio Del Monaco

“La mia città è una vera perla dell’Oceano Indiano, io ne sono fiero di essere nato e vivere in un ambiente cittadino dall’alto esempio educativo. Qualcuno mi da del pazzo o del visionario dicendomi non ti rendi conto delle difficoltà e die disagi che approdano e stagnano nella tua realtà urbana, a queste persone non rispondo o le invito, con dolcezza , a vivere l’aria pulita del mio paese dì origine. Perché non mi lasciano sognare e guardare la mia città con la mia idealità di sempre. Oggi realmente quello che sembrava un treno fermo dall’eternità posto sui binari morti di una stazione dismessa, è stato lucidato, oleato ed ingrassato nelle parti meccaniche e con gran gioia dei bambini è ritornato sui binari circolanti pronto per aspettare il fischio di partenza del capostazione. Sono le otto del mattino e tutto è pronto i vagoni passeggeri sono pieni di ragazzi sorridenti che sventolano bandierine tricolori e aspettano con ansia l’arrivo della banda del Villaggio, le mamme e i papà riempiono il piazzale e salutano con allegria i figli affacciati ai finestrini del treno. Che gioia vedere tanto movimento in un paese ove nulla era permesso al divenire ma sostanzialmente radicato sulle toppe da aggiungere alle continue falle aperte e tutto era mantenuto in sopravvivenza da un’aria infetta di blocco e palle ai piedi nei confronti di coloro che intenzionalmente volevano smuoverla. Nulla di nuovo era permesso, l’orientamento era quello del dire: si è fatto sempre così, perché cambiare? E la filosofia era quella di: “chi to fa fa?” Finalmente un forte vento di tramontana aveva spazzato via le catene e i blocchi di pece che tenevano immobile questa bella città le cui origini risalgono all’antichità dell’avanti Cristo. La prima volta, ricordo che si parlò di far arrivare questa ventata di aria nuova in città, i componenti del gruppo di riunione, mi dissero : sei arrivato fresco , fresco e intendi modificare cose che nessuno è riuscito a cambiare, è un vero sogno. Allora come risposta ho chiesto se provavamo ad alzare il tavolo della riunione tutti insieme e ciò fu fatto senza grandi sforzi, poi chiesi di fare la stessa cosa solo a due persone, che non riuscirono nell’impresa vista la pesantezza del legno. Scrutando i loro volti, mi resi conto che il messaggio era stato assimilato, i loro occhi divennero espressione di sorriso e lo sguardo fu di meraviglia galileiana del pur si muove. Ebbene da quel giorno più persone sognavano nella stessa direzione e iniziarono a pensare con la voglia di concretizzare questo sogno. Tante e tante sono le persone da ringraziare che hanno speso molte energia nel soffiare a favore del vento del rinnovamento e dell’educatività. Le stesse persone, inizialmente increduli ,erano diventate alfieri di movimento e freschezza ideativa. Che bello vedere un sogno, che fotogramma dopo fotogramma ,si realizza facendo capovolgere a 360° la vita reale di una comunità. E’ proprio vero Maddaloni una città involutiva era divenuta una città educata e di stimolo educativo per il territorio circostante. Tantissime cose erano cambiate e tante dovranno cambiare ancora ma la strada intrapresa è quella giusta e finalmente il cittadino si trova a vivere e respirare l’aria della propria città. Ogni abitante di Maddaloni si sente partecipe in prima persona del cambiamento avvenuto e gelosamente adotta ogni angoli del territorio. Le scuole, che hanno svolto un ruolo determinante e di primo piano in questo mutamento, sono in piena sinergia con le altre agenzie educative. I bambini si recano in classe con il sorriso e la gioia del giocare, la formazione assume il ruolo primario senza dimenticare l’informazione, l’intesa raggiunta spontaneamente è un vero auspicio per un futuro ancora più brillante per questa nostra comunità che per tanti anni era stata considerata insieme ad altre circostanti aree, realtà da affogare senza alcuna possibilità di salvezza. Tanti puntavano il pollice verso il basso nei confronti della nostra comunità da crocifiggere e tanti drammatizzavano idealmente Nerone nel bruciarla definitivamente. Perché tutto questo? La sfiducia, forse, derivava dal fatto che pochi erano i gestori della cosa comunale e non vi era alcun collegamento tra la gestione e la cittadinanza? Il tutto era determinato da una vitalità legata probabilmente alla preistoria della prima Repubblica .Pochi i servizi erogati e gestiti sulla conoscenza ad personam e non sulla trasparenza di una semplicità cristallina. La maggior parte dei politici lontani dalla concretezza trascorrevano il loro tempo in polemiche sterili ed accattivanti per la loro fetta di elettorato e poco erano inclini alle esigenze delle problematiche cittadine. La cultura era di proprietà limitata ai pochi latifondisti del sapere che in tutti i modi cercavano di divulgarla, ma le attenzioni erano rivolte solo ai pochi aspetti assistenziali manovrati da burattinai senza scrupoli e pronti al momento opportuno ad elargire chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere….. in cambio, forse, di un maledetto voto di scambio. Il solo chiedere un certificato diventava una manovra occulta e tenebrosa; poco o per niente si era orientati al servizio ma la direzione del piacere pro capite era la strada maestra per raggiungere l’obiettivo. Le file venivano facilmente scavalcate dalle conoscenze e dalle aderenze senza rispettare alcun principio di monsignor della casa. Le strade sdrucciolevoli e sporche erano abbandonate e senza alcuna manutenzione. Per non parlare del centro storico, nonché dei quartieri antichi e storici di Maddaloni erano completamente in sfacelo. Tante cose si potrebbero dire, ma è inutile elencare o perdere energie sulle disfunzioni di un corpo in pieno stato di decomposizione. Il miracolo è avvenuto, finalmente le acque si sono mosse e il vento tira nella direzione giusta. Il centro è stato ripreso e le piazzette hanno assunto una eleganza e una vitalità senza precedenti .Finalmente si vedono panchine, aiuole ben curate, alberi e fanno bella mostra fontanine che zampillano acqua freschissima, il tutto sembra essere incantato ed uscito da un mondo dei sogni. I quartieri antichi sono diventati mete turistiche per la loro bellezza e per le antiche e singolari botteghe artigianali. Periodicamente si effettuano mostre e manifestazione che rallegrano ancora di più uno scenario naturale e paesaggistico stupendo. Le periferie hanno accorciato le loro distanze dal centro diventando piccole isole felici ; la loro vitalità si poggia soprattutto su poliservizi e impianti sportivi che rendono un continuo scambio centro –periferia. Non c’è un angolo della città che non viene curato, sono i singoli cittadini che hanno cambiato la propria filosofia di vita interessandosi non solo del privato ma soprattutto del sociale. L’adozione è diventato il fulcro del sistema di mantenimento e cura nonché di manutenzione dei beni pubblici ed ambientali. Si è creato un vero e proprio anagrafe di adozione. I concittadini fanno a gara per avere in cura una aiuola, una panchina un albero ecc….Anche il volto della gente è cambiato, si notano facce tranquille, distese rilassate che sprigionano serenità e sorriso alla vita. Non c’è più il bisogno di barricarsi in casa per paura di essere aggrediti o rapinati. La delinquenza ha subito un vero tracollo in questa isola felice diventata una vera e sostanziale città educativa. Le persone anziane rimangono fino a tardi a godersi dell’aria fresca in strada o vicino casa senza alcun timore e la gente tranquillamente si reca nei negozi per spese o negli uffici senza alcun disturbo e nella consapevolezza di essere trattati tutti nello stesso modo, ossia, nel rispetto della persona e del servizio da espletare.”
Il sognatore
Antonio del Monaco