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Una storia lunga tre generazioni, che percorre lo scorso secolo arrivando fino ad oggi: questo l’argomento al centro dell’evento che si è svolto il 20 settembre scorso nella Tenuta San Domenico di Sant’Angelo in Formis, in provincia di Caserta. Un galà nel corso del quale sono stati celebrati i 60 anni della Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni, culminato con il concerto di Peppino di Capri, uno dei colossi della musica leggera italiana. Una serata unica per ascoltare i suoi brani memorabili e per intrattenersi con oltre 500 persone nelle sale e nel parco di oltre 70mila mq dell’antica dimora settecentesca.
Prima della cena servita a bordo piscina, gli invitati sono stati accolti nei pressi del laghetto dalle melodie classiche eseguite da un quartetto in abiti ottocenteschi.
Non sono mancate le testimonianze storiche della struttura sanitaria maddalonese, con una significativa esposizione – lungo un lussureggiante pergolato della Tenuta – delle antiche foto della Clinica, compresa quella del primo taglio del nastro ad opera del fondatore, Giuseppe Barletta. Ogni immagine aveva a corredo una scheda informativa del periodo e dell’occasione, mentre la sistemazione cronologica indicava le tappe storiche della villa maddalonese che si trasforma in clinica. O meglio del fabbricato a due piani con 35 posti letto per assistere malati di medicina, chirurgia e ostetricia che diventa esempio d’eccellenza in sanità.
Lo conferma la targa consegnata dal consigliere regionale Alfonso Piscitelli, in rappresentanza della presidente del Consiglio Regionale della Campania Rosa D’Amelio, in segno di riconoscimento per la prestigiosa opera compiuta dai figli del fondatore, i medici Vincenzo e Crescenzo Barletta. E lo avvalora anche la targa ricevuta, sempre nel corso della serata, dal commissario del Comune di Maddaloni, il viceprefetto Samuele De Lucia. Un’ultima targa è stata invece donata dalla famiglia Barletta a Lucio Delli Veneri per i venti anni di attività di direttore sanitario della Clinica.
“Crescenzo Barletta è la punta di diamante di un consiglio di amministrazione propositivo che non fa mai mancare l’appoggio a tutti i dipendenti – ha dichiarato Delli Veneri, che è anche primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale della “San Michele” – e ringrazio il dottore Enzo con la signora Elda e alla signora Maria, moglie del dottore Crescenzo: sono state queste magnifiche quattro persone che partendo per così dire da un’idea di assistenza ostetrica del compianto dottor Giuseppe hanno realizzato quello che ritengo essere un’eccellenza nel panorama sanitario campano”.