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Se il commissario Esposito voleva rimanere nella storia di San Felice a Cancello, con la delibera n. 49 dello scorso 29 marzo in un modo o nell’altro ci riuscirà. Con tale delibera la commissione straordinaria prefettizia ha approvato il proprio aggiornamento dello stradario comunale

Al netto di evidenti errori da correttore automatico, seppur ripetuti su più tavole e quindi atti ufficiali, laddove Via Limite diventa Via Limate, e di perseveranza su errori precedenti, come il caso di via Tavernole, come da tabella storica (sicuramente precedente al ’46 visto che indica ancora il comune di Arienzo San Felice – vedi foto) diventata via Tavernola già con il precedente aggiornamento del 2008 (De Lucia Sindaco), un’intera frazione, la più popolosa, subirà una vera rivoluzione toponomastica. È il caso di Cancello Scalo; fino all’inizio del 2000 esistevano solo due strade centrali: Via XXI Giugno e Via Barracco. Le stradine interne e di collegamento erano considerate tutte traverse di queste due strade storicamente significative e ricordanti il bombardamento che colpì la zona nel giugno 1943 e l’importante famiglia dei baroni Barracco, per capirci quella che è proprietaria del Castello chiamato il Matinale, simbolo di Cancello, quella che nel 1989 il quotidiano LaRepubblica definì la famiglia più ricca d’Italia (l’attuale Barone Maurizio è ancora il Presidente del Cda del Banco di Napoli malgrado la fusione con Intesa SanPaolo, dopo essere stato presidente dell’Arin-Abc che dalla collina di Cancello approvvigiona d’acqua Napoli) riprendendo quanto l’assiriologo francese Lenormant aveva scritto su Giovanni Barracco: “Il più ricco proprietario di tutta Italia; io non ardisco qui di manifestare il numero dei milioni, con cui la voce pubblica valuta la sua fortuna”. Ebbene la strada intitolata alla famiglia che annovera tre senatori del regno d’Italia scompare del tutto e viene troncata in tre: via Torino (zona Poste – Parco Izzo); via Bari (una ventina di metri di strada che costeggia la Farmacia locale); via Venezia (strada dove insiste la locale stazione dei Carabinieri). Via XXI giugno, invece, viene ridotta a poco più di 100 metri dalla piazza Castra Marcelli (per rispetto alla lingua latina non possiamo accettare la nuova denominazione di Piazza Castro Marcello, in primis perché il generale e pretore Marcello qui stazionò i suoi accampamenti – traduzione di Castra, plurale – e non ebbe mai il suo castello – Castro è ablativo di castrum che significa castello, né ha mai perso i suoi attributi maschili) fino a piazzetta Sant’Alfonso (il patrono con Sant’Anna) che diventerà piazza Bologna, da cui partirà via Milano. Già lo scorso aggiornamento aveva provato in questa modifica sollevando le proteste della Pro Loco e soprattutto dell’allora Secondo Circolo Didattico che manifestò tutta una serie di difficoltà e problemi amministrativi conseguenti a partire, ad esempio, dai diplomi rilasciati. Tutta la zona a cui si vanno ad aggiungere tutti i tronconi di strada di Piazza Vecchia prenderanno nome dalle città italiane che però nulla hanno a che vedere con Cancello Scalo. In molti soprattutto dal parco Izzo si stanno armando per riproporre nuovamente la raccolta di firme che già precedentemente è riuscita a scongiurare il cambio del toponimo. In un colpo solo si è colpito la memoria storica, politica e finanche religiosa di un’intera frazione. Nello scontentare tutti, però, non è ben chiaro perché la commissione straordinaria ha voluto così forzare la mano e i tempi ed adottare il 29 marzo con pubblicazione del 9 aprile una delibera così territoriale a poche settimane dalle elezioni amministrative che andranno finalmente a ristabilire l’ordinarietà amministrativa e politica, caso più unico che raro. Perché preoccuparsi di dare un nome alla strada provinciale 343 (che dal
Gaudello va a Polvica senza attraversare il centro) prossima Via Ischitella invece di preoccuparsi di ripulirla dei tanti rifiuti che giacciono a terra da mesi, almeno da quando sono state girate le immagini di Gomorra 4, unica volta che a memoria è stata ripulita?