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È stata una notte intensa, quella trascorsa tra via Fiume, via Roma e il comune di Arienzo dove si è insediata la commissione mandamentale.

Stando a quanto ritenuto dai membri della commissione elettorale comunale, Emilio Nuzzo si troverebbe ancora in condizione di incandidabilità, non avendo documentato la sua riabilitazione a seguito dell’ormai arcinota vicenda relativa alla pena patteggiata superiore ad un anno che difatti lo fece destituite dal precedente mandato di sindaco.
Ammesso che tale documento sia considerato fondamentale per la presentazione di candidatura alla carica di Sindaco. È stato, infatti, predisposto da Emilio Nuzzo e dai legali delle liste il necessario ricorso al TAR che dovrebbe esprimersi entro tre giorni.
Poche le valutazioni tecniche: con la lista deve essere presentata anche la dichiarazione di ac- cettazione della candidatura da parte di ogni candidato alla carica di sindaco o consigliere comunale (articolo 28, quarto comma, e articolo 32, settimo comma, numero 2), del testo unico n. 570/1960) la quale deve contenere anche la dichiarazione sostitutiva – resa ai sensi dell’articolo 46 del d.P.R. n. 445 / 2000 – nella quale si attesta che il candidato medesimo, a sindaco o a consigliere, non si trova in alcuna delle cause di incandidabilità previste dalla legge (articoli 10 e 12 del d.lgs. n. 235/2012). Nessuna documentazione va allegata. Ma ciò comunque non basta: indipendentemente da se bisognava allegare o meno tale documentazione, è invece necessario che sia intervenuta sentenza/decreto di riabilitazione. Se sì, il tar impiegherà meno di 5 minuti a riammettere Emilio Nuzzo e i suoi candidati; se no, la partita delle amministrative 2019 sarà un unico scontro tra Giovanni Ferrara (Forza Italia, Lega e Civiche) e Luciano Bernardo (Movimento 5 Stelle).
Diverse, invece, sono le valutazioni politiche; le quali però vanno rimandate dopo la decisione del Tar.