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Carlo D’Angelo

“Sono uno che alle primarie ci ha sempre creduto e ci credo, specialmente se sono di coalizione, ho partecipato a tutte quelle che sono state indette nelle quali era coinvolto il mio partito. 
Sono stato di quelli che a Maddaloni ha fatto tutto quello che era possibile fare affinché si svolgessero le primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco per il centrosinistra, mi sono impegnato in prima persona per la raccolta delle firme a favore del candidato Flavio Smarrelli e portare al voto più persone possibili, orbitanti nell’ambito di centrosinistra. 
La partecipazione di circa 3500 elettori maddalonesi, per buona parte dei commentatori, è stato un grande successo di democrazia, per me è stato anche un fatto anomalo. Prima di tutto, non è che tutti, indipendentemente dalla propria collocazione politica, possono partecipare ad una competizione che non gli appartiene, né tanto meno può essere di aiuto dire che le primarie erano aperte a tutti. Non era questo lo spirito che animava le quattro forze che hanno costituito la coalizione. 
Orbene hanno partecipato alla scelta 3500 maddalonesi: questo numero rappresenta circa il 50% del totale dei voti che hanno ottenuto le liste a cui fanno riferimento la coalizione alle ultime elezioni regionali. In nessun paese d’Italia, e non solo, vi è stata una partecipazione così alta, ciò vuol dire che le primarie maddalonesi sono state gestite anche da persone che nulla hanno a che fare con le quattro formazioni della coalizione. E allora sorge un dubbio: parecchi hanno deciso di scegliere un candidato sindaco che non gli appartiene? Per fare poi… 
Quindi ritengo che le primarie maddalonesi, al di là del riconoscimento della partecipazione o della validità del vincitore, sono state una cosa diversa a cui tutti i componenti della coalizione pensavano. Allora s’è vero questo, bisogna che tutti quelli che hanno creduto nelle primarie di coalizione, facciano un momento di riflessione e affrontare un cammino diverso da quello attuale, che porti la coalizione a vincere le elezioni a Maddaloni. 
Credo che questo non l’hanno recepito i dirigenti provinciali del mio partito, compreso i rappresentanti istituzionali, i quali, con decisioni poco chiare e senza nessun confronto con i circa 500 tesserati, hanno messo in atto delle soluzioni  (nomina dei sub commissari, ecc…) che non aiuteranno ad un sereno e franco confronto tra i democratici di Maddaloni per il superamento di incomprensioni tra gli stessi. 
Con chi mi schiererò alle prossime elezioni comunali? Con chi vuole bene ed ama la mia città e che intenda affrontare le problematiche amministrative in modo chiaro, senza compromessi, con persone serie, trasparenti, senza interessi privati. Con quelli che avranno un progetto che vada ad accogliere le istanze dei maddalonesi che sono sempre più scontenti di come le forze politiche locali e non solo, hanno affrontato le problematiche della nostra comunità. Questo lo chiedono a gran voce i maddalonesi, anche alla luce dei recenti fatti giudiziari ed al degrado profondo nel quale è caduta la nostra città e che è sotto gli occhi di tutti e a volte anche a livello nazionale. In questa direzione qualcosa comincia a muoversi. IO CI CREDO”.
Carlo D’Angelo – iscritto al circolo PD di Maddaloni.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’ex vicesindaco Carlo D’Angelo.
Innanzitutto, invitiamo tutti ad inoltrare i vari comunicati stampa in formato word oppure direttamente all’interno della mail come corpo del messaggio e non in Pdf, altrimenti ci tocca riscrivere per intero il contenuto, quindi, se fino ad ora non vi era ancora pubblicazione del suddetto comunicato, il motivo era semplicemente questo, nient’altro.
Tutte le analisi politiche sono rispettabili ed opinabili e relativamente alle polemiche post primarie, abbiamo scritto ampiamente il nostro umile e soggettivo punto di vista.
Detto ciò, chi ha preso parte alla competizione, ha sottoscritto un regolamento, accettandone i criteri imposti, dunque, se ci si è impegnato in quella consultazione, implicitamente c’era la consapevolezza che al voto sarebbero stati ammessi tutti. E quello che dice D’Angelo, è vero, ma fino ad un certo punto, ossia la partecipazione di gente che poco ha a che fare con il centrosinistra, supportando l’uno e l’altro candidato. Innanzitutto, chiariamo il concetto UDC: se lo schema imposto doveva rivedersi in quelle forze di coalizione che hanno permesso la vittoria di De Luca alle ultime regionali, la presenza dei centristi era più che legittima.
Ma la domanda sorge spontanea: ma chi è che può dirsi di centrosinistra se all’ultima competizione amministrativa, molti di coloro che millantano tale appartenenza, hanno sostenuto schieramenti avversi al Partito Democratico? Parliamo di centrosinistra anche quando alcuni membri di alcune coalizioni passate, sostenevano governi locali cambiando casacche ripetutamente?
Egregio e stimato D’Angelo, lei sa benissimo, probabilmente più del sottoscritto, che pochissimi sono gli uomini che sono stati coerenti con le appartenenze, ma pochi pochi, quindi populismo, demagogia e scuse per la mancata vittoria, in un paese che come dice perfettamente Lei, versa in condizioni pietose, lasciano il tempo che trovano.
Questa città necessita di chiarezza, di una visione precisa, distante da quel modo di amministrare che l’ha ridotta così e lontano da quelle “bacchette” che hanno profuso ulteriore confusione ai cittadini e dunque agli elettori.
Dario Bocchetti