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di Dario Bocchetti 

Ogni città ha il governo che merita, quante volte l’abbiamo sentita questa frase? Eppure, suvvia, per onestà intellettuale riconosciamo i nostri innumerevoli difetti e facciamo tutti un mea culpa. Non è sempre colpa degli altri se la città versa in condizioni pietose, e se pure fosse, Umberto Tozzi nel 1991 cantava “Gli Altri Siamo Noi”, siamo noi che abbiamo messo in condizioni “Gli altri” di governare la città, siamo noi omertosi nei confronti di chi commette illeciti, siamo noi che ci voltiamo dall’altra parte per non vedere e peggio ancora, siamo noi che accettiamo questa triste realtà come imposizione divina, come per dire “È così e deve andare avanti così”. Siamo noi che “Eh, lo fanno tutti perché io no? E pure se non lo facessi non cambierebbe nulla”, come se fossimo inermi ad un’eventuale reazione, pietrificati innanzi a qualsiasi forma di ribellione nei confronti di un trend oggettivamente improponibile, nel senso più ampio e generico possibile. Se pensi che questa riflessione non ti tocca, se pensi ancora che sono gli altri che devono sentirsi chiamati in causa, sei talmente cieco da non vedere e/o così presuntuoso da non ammettere. Gli ingredienti imprescindibili per la salvezza del nostro territorio, sono umiltà e voglia di migliorarsi, sempre.
La “sbadataggine” altrui è consequenziale al nostro “fottercene” alacremente. Ci siamo dimenticati di meravigliarci, di stranirci al cospetto di vicende che altrove farebbero inorridire o almeno insospettire.
Acqua che fuoriesce dal manto stradale e discariche abusive a cielo aperto non fanno più notizia perché effettivamente non lo sono.
Rappresentano la normalità di una provincia ed in particolare di una città inginocchiata su se stessa, abitata da cittadini che, con le rispettive responsabilità, alla fine di questo editoriale, pensano ancora “Ma chi, io? Fossero tutti come me!” … ah smemorati che non siamo altro!!!
Se è stato concesso “agli altri” di depauperare questo territorio, beh, un esame di coscienza lo dovremmo fare tutti, indistintamente.