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Viaggio nel mondo del fitness, uno dei settori più duramente colpiti dalle conseguenze economiche sorte con l’emergenza sanitaria Covid-19

Nell’Italia del post lockdown e della ripresa graduale, la riapertura delle palestre – e con esse le piscine, i centri fitness e danza – è avvenuta solo successivamente rispetto ad altre attività commerciali e imprenditoriali. Anche in Campania gli amanti dello sport hanno potuto riprendere l’attività fisica dallo scorso 25 maggio, nel rispetto delle linee guida stabilite dai vari protocolli. Tuttavia i proprietari e i gestori dei diversi impianti si trovano a dover affrontare ancora mesi difficili, oltre a quelli già vissuti quando la diffusione imperiosa del Coronavirus ha imposto la chiusura forzata delle attività.

La situazione è complicata, in questo momento proviamo ad andare avanti nonostante tutto. Il nostro futuro dipenderà dall’andamento del virus nei prossimi mesi“, ci ha raccontato Antonio Pisanti, proprietario con la moglie Carmela Pascarella della palestra All Fit, presente sul territorio con una struttura a Maddaloni e una a Caserta.

Quali sono stati i principali risvolti economici scaturiti dal lockdown?

Ci troviamo a dover fare i conti con un’assenza di entrate da diversi mesi e di conseguenza di liquidità, a fronte di spese che abbiamo invece dovuto sostenere pur restando chiusi quasi 3 mesi, come il fitto o il pagamento delle bollette. Inoltre abbiamo dovuto rimborsare parte degli abbonamenti dal momento che diversi clienti non sono più presenti sul territorio. Per non parlare dei tanti corsi che non sono più ripartiti e quindi della perdita di ulteriore clientela“.

Il Governo e la Regione hanno messo in campo delle misure economiche, alcune delle quali per sostenere la ripartenza delle attività: sono state d’aiuto?

Purtroppo si tratta di misure che non sono sufficienti. Ci rendiamo conto che non si poteva fare di più, ma quello che c’è stato garantito è servito a stento a coprire le spese. Solo per riaprire il 25 maggio abbiamo speso circa 1700 euro tra igienizzanti, sanificazione, barriere in plexiglass e tutto quanto serviva per mettere in atto le misure di sicurezza. Probabilmente dovremo accedere al prestito garantito dallo Stato, ma è pur sempre un debito e questo non ci dona molta tranquillità“.

Avete riscontrato difficoltà nel riaprire l’attività?

Sicuramente, e sono quelle legate alle spese appena raccontate, dopo mesi di mancati incassi. Quanto alle regole igienico-sanitarie sono state abbastanza chiare e di facile attuazione. Per fortuna la nostra è una clientela precisa e rispettosa delle regole, per cui non abbiamo problemi legati allo svolgimento dell’attività sportiva. Ma c’è anche un altro tipo di difficoltà ed è quella dovuta alla paura delle persone di ritornare ad allenarsi in un ambiente chiuso, per cui la ripartenza è molto lenta“.

Come ci si allena in questo periodo nelle vostre palestre?

Ci sono diverse fasce orarie per l’ingresso e si accede tramite prenotazione. Ogni persona ha un’ora e un quarto di tempo per allenarsi e prima del successivo ingresso ci prendiamo 15 minuti per la sanificazione degli attrezzi. Siamo passati dall’essere istruttori a uomini delle pulizie (sorride, nda). Per ora l’uso delle docce non è consentito per ovvi motivi e questo è un ulteriore motivo di perdita della clientela. Tante persone che si allenavano staccando dal lavoro durante la pausa pranzo avevano bisogno di fare la doccia in palestra, cosa che al momento non è possibile“.

In questa fase diverse attività hanno aumentato i prezzi per recuperare le spese di sanificazione e messa in sicurezza…

Sarebbe insensato e controproducente per noi introdurre la cosiddetta «tassa Covid». Ciò scoraggerebbe il cliente a ritornare in palestra o cominciare l’attività fisica. Non siamo i soli che per mesi non hanno lavorato. Quindi nessuna variazione delle nostre tariffe. Anzi, presto saranno pronte offerte vantaggiose sia per questi mesi che per dopo l’estate“.

Che sensazioni ha per il futuro ora che ci troviamo nella Fase 2?

Tutto dipenderà se e quando il virus smetterà di circolare. Se questo dovesse verificarsi entro la metà o la fine di agosto si può essere ottimisti per il futuro e potremmo pensare di ripartire con più serenità. La speranza è che si possa passare dalla Fase 2 ad una fase di completa normalità. Al contrario, se il Covid continuasse a circolare anche dopo l’estate e dovesse esserci l’ondata autunnale allora rischiamo di dover abbassare la serranda definitivamente. E purtroppo qualcuno già è stato costretto a farlo“.

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