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MADDALONI- Troppo fetore. Troppe perdite di liquami dai camion. Troppo caldo. E tanti animali che che spuntano da tutte le parti. Il trasbordo della frazione umida ai compattatori non è stata mai un’operazione agevole. Certamente, non per i palati fini e i deboli di naso. Ma poichè, sebbene faccia molto caldo, tra la Buttol, i sindacati e i dipendenti è calato il gelo: rapporti sono oltremodo freddi. E’ finita la pazienza per i disagi causati dal trasbordo della frazione umida all’ex Foro Boario. Non ricordiamo più da quanti anni si continua denunciare la persistente perdita di percolato dai mezzi d’opera. Poi se si aggiunge qualche guasto o inghippo tecnico l’operazione puzzolente diventa di difficile gestione. La misura è colma. E sebbene i dipendenti, sfidano in campo aperto l’azienda sui perduranti ritardi nel pagamento dei ticket, non ci stanno a lavorare in condizioni che ritengono non adeguate, non decenti, non degne, non sicure. Non voglio soldi. Non vogliono orari diversi. Non vogliono mettere in discussione l’organizzazione. Vogliono il rispetto dei più elementare dei diritti: operare, lavorare, agire con il minimo disagi e in condizioni di sicurezza. E su questo non intendono mollare di un millimetro. Aspettano l’azienda al varco per tutte le questioni in sospeso, mai risolte e mai rimosse. Ma sulle condizioni di lavoro non c’è trattativa: vanno migliorate e subito. senza se e senza ma.