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Proprio questa mattina in Arienzo il vescovo di Acerra Antonio Di Donna sta ricevendo dal consiglio comunale la cittadinanza onoraria.

Se non andiamo errando, ci pare che sia la prima onorificenza che viene conferita da quando è stato approvato il regolamento apposito proprio da questa amministrazione.

Riportiamo la motivazione per il conferimento della cittadinanza: Fin dal suo ingresso in Diocesi, Sua Eccellenza Mons. Antonio Di Donna si è mostrato vicino alla comunità arienzana e all’attività condotta dall’Amministrazione Comunale, portando avanti un’opera pastorale costantemente rivolta al bene comune. Ѐ un suo grande merito aver accresciuto il ruolo della Chiesa e aver rinsaldato lo spirito di solidarietà e fratellanza che lega i membri della nostra collettività, rimasto vivo soprattutto nei periodi più difficili che hanno caratterizzato il nostro paese, divenendo il suo impegno un esempio di fede e di attenzione verso il prossimo. L’apertura delle porte della Chiesa e lo spirito di adattamento dimostrato hanno, poi, contribuito ad un’ulteriore crescita del tessuto sociale e civile sul nostro territorio. La sua azione rimane, tuttora, centrale e il riconoscimento che intendiamo attribuire sarà il segnale di una maggiore integrazione e di un rinnovato legame con i cittadini, che sapranno ricambiare mantenendo i più alti valori e un grande spirito di accoglienza”.

Si è tenuto in Arienzo anche il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione con l’assenza colpevole della minoranza ad eccezione di Mattia Vigliotti. Il bilancio passa con il voto contrario di Vigliotti e con quello favorevole di Amanda Ferrara e del presidente del consiglio comunale Rivetti. A meno di strane strategie di lungo termine dobbiamo pensare che la crisi di maggioranza sia rientrata abbondantemente.

Il sindaco Giuseppe Guida non ha praticamente rivali in consiglio comunale.

A Cervino si è tenuto il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio. Anche in questo caso l’opposizione si presenta divisa stavolta per metà con Di Nuzzo e Caturano. Il sindaco Giuseppe Vinciguerra ha ribadito come per far sì che il disavanzo non diventi dissesto bisogna che tutti paghino i tributi. Al momento solo il 40% paga il dovuto. Concetti ribaditi in un video pubblicato ieri. L’opposizione ha invece posto l’attenzione sul fatto di non gravare con tasse sui cittadini già stremati, ma invece trovare diverse risorse per appianare il dissesto, senza però indicare quali.

Guai grossi a Santa Maria a Vico invece. Da segnalare lo scontro tra il consigliere di opposizione Piscitelli e il consigliere di maggioranza Moniello per la questione della mancanza d’acqua, causa guasto al pannello elettrico dell’Enel che ha fermato le pompe.

L’amministrazione comunale in verità non ha dato alcuna spiegazione sulle motivazioni del guasto: usura, stress da domanda, atto vandalico …

Altra problematica sono i rattoppi, almeno così sembrano, che riguardano via Nazionale, non ancora finita, che tante problematiche ha portato alla cittadinanza oltre ai numerosi commercianti della zona.

E proprio ieri, anche per queste ragioni, è andata all’attacco l’opposizione rimarcando anche una non piacevole polemica proprio tra il sindaco Pirozzi e la comunità di San Felice a Cancello per presunte offese del primo cittadino rivolte ai sanfeliciani. Sindaco che rispedito al mittente le polemiche tramite un post sulla sua pagina Facebook definenendole “puerili e sterili”. A stretto giro è arrivata la risposta della dirigente Teresa Mauro che per prima si era lamentata delle parole del sindaco che sempre su Fb gli ha così risposto: Ho asserito che è stata infelice la sua affermazione alla quale non sono seguite scuse. È polemica questa? Per noi comuni mortali è rammarico! Decine di presenti hanno tutti travisato le sue parole? È credibile ciò?Perché ha aspettato l’intervento della sua minoranza per chiarire? Mi dispiace, ma ho dichiarato,e lo confermo, che “di altre vicende non ci interessa” e mi riferivo a quelle alle quali alludeva(politiche). Tutto questo polverone per confondere le idee.

Anzi, l’opposizione stigmatizza l’acquisto di un quadro per il valore di 6.500€ rappresentante la battaglia di Kadesh. In verità non ci sembra ci sia nulla di male nell’acquisto di opere d’arte anche se non ci è chiaro perché si è scelto quel soggetto che riporta la vittoria dell’Egitto nei confronti dell’Impero Ittita del 1278 a.C. e non qualche altro magari più vicino alla storia del comune o della Nazione.

Riportiamo come sempre il nostro bollettino sul Covid comune per comune:

  • Arienzo: 51
  • Cervino: 40
  • San Felice a Cancello: 143
  • Santa Maria a Vico: 120