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MADDALONI – Il danno e la beffa. Via Cancello gravemente danneggiata: tombini esplosi e asfalto divelto. Gli altri comuni sversano (da Arpiaia fino a Santa Maria a Vico) nel collettore sottodimensionato e l’ente locale deve farsi carico dei danni. La Regione ha sentenziato, nella nota del luglio scorso che “non ci sono soldi per il disastro ambientale e per il raddoppio del «collettore finale al servizio dei comuni di Cervino, Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello» nonché della «tratta finale emissaria di Acerra» per un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro), ma ha escluso il territorio anche dall’ultimo elenco dei finanziamenti (ciclo 2021-2027), relativi al settore del servizio idrico integrato per la risoluzione dei deficit infrastrutturali appena redatto sempre dalla Regione Campania. Insomma, richiamando le relazioni dell’Ente idrico campano (Eic), che ha certificato le omissioni regionali e riconoscendo l’esistenza di un disastro ambientale, siamo al cospetto di un problema ambientale, secondo per gravità, solo a quello del bacino del fiume Sele. Una bella lotta per il primato dei danni, del tasso di contaminazione ambientale e di procurato inquinamento del territorio. Ora, dopo aver chiesto inutilmente lumi alla magistratura, il comune deve far fronte ai danni per rispristinare l’agibilità e la sicurezza del manto stradale. Anche questo è un effetto indotto del «disastro ambientale, contaminazione e  danneggiamento infrastrutture (strade e fogne comunali)».