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Settembrini elementari
Ridimensionare per scongiurare il sottodimensionamento scolastico. Maddaloni gioca in difesa. Le nuove linee guide regionali ridimensionano ancora i quadri dirigenziali in funzione delle platee scolastiche. E così arriva ancora un ridimensionamento. Così, l’«istituto comprensivo Maddaloni 1-Villaggio», con i suoi 820 alunni, saranno accorpati con il Labruschini che di alunni ne ha 520. Insieme garantiranno una platea scolastica in prospettiva di 13845 alunni. Medesima operazione è stata pianificata tra l’«istituto comprensivo Maddaloni 2-Valle di Maddaloni» che unirà i suoi 720 alunni ai 560 del De Nicola per creare una platea in prospettiva di 1320 alunni. Si riorganizzarono i vertici dirigenziali secondo la «logica della massima tutela deri livelli formativi». L’obiettivo vero è «garantire la continuità verticale del percorso scolastico nell’ottica di agevolare la fruizione di una offerta formativa coerente perché sottesa alla stessa organizzazione dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di I° grado». Il che significa anche ottenere la stabilità degli organici dei docenti e del personale ATA ed inoltre consente di evitare in futuro l’insorgenza di ulteriori sottodimensionamenti. Ed è questo il male peggiore che si vuole evitare. Il male minore è la rivoluzione degli assetti dirigenziali che nulla stravolgono rispetto all’attuale assetto formativo sul territorio. Nulla cambia per l’«istituto comprensivo Aldo Moro», che con i suoi 1250 alunni, superare abbondantemente i criteri restrittivi regionali. Restano le perplessità per un provvedimento che condizione la stabilità organizzativa delle scuole. E’ quello che argomenta anche l’ex sindaco Michele Farina: «Nulla è indolore e nessun cambiamento non ha un prezzo o un costo. L’ultimo ridimensionamento effettuato ha portato comunque dei contraccolpi nell’organizzazione e nella gestione autonoma delle scuole. Il ridimensionamento di per se taglia le potenzialità di maggiore autonomia e costringe le dirigenze, già a corto di risorse e di organici, a programmare tutte le attività in un costante regime di ridimensionamento e spending-review. Di fatto, l’esatto opposto di quella che dovrebbe essere la scuola che non dovrebbe lesinare risorse e potenzialità o opportunità di investimenti per l’educazione, formazione, integrazione sociale».