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C’era una volta Pegasus. Non parliamo ovviamente della costellazione o del cartone manga che ha appassionato generazioni di bambini ed adolescenti negli anni ’80. Pegasus sta per Programma Evoluto per la Gestione di Aree di Stazioni Ubicate nel Sud Italia. Lanciato nel 2004, era finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione di 101 stazioni situate nelle regioni meridionali. Tra queste c’era anche Cancello Scalo. In particolare, il progetto Pegasus si proponeva di intervenire fisicamente sugli immobili e cambiarne anche la destinazione; ad esempio progettava di rifunzionalizzare gli impianti riconducendo la parte dedicata alle attività ferroviarie in senso stretto e al servizio del cliente alle giuste dimensioni, attribuendo nuove destinazioni alle parti della stazione non strettamente necessarie al servizio ferroviario; di riqualificare in termini anche architettonici l’intero impianto al fine di ripristinarne anche la significatività e la centralità nel tessuto urbano. Tradotto per Cancello Scalo avrebbe significato non solo la ristrutturazione degli edifici e la loro trasformazione in punti commerciali, ma anche un nuovo look nella parte urbana con la creazione di una piazzetta nello spazio antistante l’ingresso nella stazione. Non si contano la parole spese nelle campagne elettorali delle amministrazioni alternatesi. Sembrava quasi la storia del mare da portare a Cancello Scalo, ma con i soldi di Rfi è più in generale dei ministeri competenti. Cosa è rimasto di Pegasus? A Cancello Scalo solo pagine riempite di bei progetti. Nel 2013, Rfi accantona definitivamente il progetto Pegasus per Cancello e la fa rientrare nel più ampio “500 stazioni”. Anche qui con idee ottime ed utili, come ad esempio l’apertura di un varco in zona Piazza Vecchia dove prevedere un terminal bus per collegare ancora meglio la stazione al resto della provincia, nonché aeroporto e stazione dell’alta velocità. Ovviamente ad oggi, nulla di tutto questo c’è; tanto che ad ogni intoppo sulla linea i bus sostitutivi sostano lungo via Napoli, raccogliendo centinaia di passeggeri alla volta. Sostano sulle strisce pedonali, rendendo pericoloso l’attraversamento di tutto i pedoni (passeggeri e non) nel traffico che impazzisce per la carreggiata già stretta. Poi c’è stata la ciliegina sulla torta. Esisteva una convenzione tra Rfi e Comune per l’utilizzo a mo’ di parcheggio dello spazio dei vecchi depositi dello scalo merci. Scaduta la convenzione, Rfi contatta i commissari straordinari del Comune per rinnovare la convenzione. I commissari, troppo impegnati nel trovare una nuova toponomastica alla città, risposero “No, grazie”. Lo spazio è tornato a Rfi che lo ha chiuso ed ora ospita migliaia di traverse in cemento per adeguare all’alta velocità. E via Ferrovia, nelle ore di maggior arrivo, impazzisce; le strade cittadine sono piene di auto di pendolari, parcheggiate all’interno visto il parcheggio orario di piazza Castra Marcelli e via Ferrovia. In conclusione: raddoppierà la Napoli – Bari per l’alta velocità, ma la stazione di Cancello Scalo e le parti intorno resteranno così come sono ancora per molti anni.