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Addio a Gianni Nazzaro, chansonnier della musica, attore, interprete, voce e volto amatissimo dal pubblico femminile, per decenni protagonista sulla scena nazionale. Il cantante ed attore si è spento a 72 anni al Policlinico “Gemelli” di Roma a 72 a causa di un tumore ai polmoni. Il suo nome e i suoi successi sono particolarmente legati al Festival di Napoli. Il debutto artistico avviene nel 1965, con lo pseudonimo di Buddy, imitando con successo le voci di Bobby Solo, Adriano Celentano, Gianni Morandi. Vince il Festival di Napoli 1970 con “Me chiamme ammore”, mentre si classifica al primo posto ad Un disco per l’estate 1972 con “Quanto è bella lei”, senza dubbio il suo più grande successo ancora oggi ricordato dalle generazioni al decennio, e due anni dopo con “Questo sì che è amore”. Tra i successi di Gianni Nazzaro, concentrati soprattutto negli anni Settanta, figurano “L’amore è una colomba” (1970), “Bianchi cristalli sereni” (1971), “Non voglio innamorarmi mai” (1972), “A modo mio” (1974, scritta da Claudio Baglioni ed Antonio Coggio), tutte presentate al Festival di Sanremo, ed “In fondo all’anima”. In occasione del Festival di Sanremo 1994 fa parte del gruppo Squadra Italia (composto, tra gli altri, da Nilla Pizzi, Mario Merola, Jimmy Fontana, Wess), costituito per l’occasione, cantando il brano “Una vecchia canzone italiana”. Nel 1998 ha ricoperto il ruolo del padre di Sara De Vito (Serena Autieri) nella soap opera “Un posto al sole”, tornando nel cast principale nel 2009. Nel 2007 ha anche recitato nella soap “Incantesimo”.

Dal 2010 al 2016 partecipa assiduamente, anche come presentatore, alla trasmissione promozionale canora MilleVoci, in onda su un circuito di emittenti locali. Nel 2011-2012 è stato impegnato nello spettacolo musicale “Noi che, gli anni migliori” al Teatro Salone Margherita di Roma. Nel 2014 è stato tra i protagonisti del programma “Tale e quale show”, condotto da Carlo Conti su RaiUno. Elegante e raffinato sulla scena con uno stile inconfondibile che gli ha permesso di varcare anche i confini nazionali, per oltre trent’anni ha convissuto con una storia musicale davvero originale che gli ha provocato tanta amarezza e che lui stesso ha raccontato nei salotti televisivi. Nel 1987, infatti, riesce a strappare al grande paroliere Gianpiero Artegiani una canzone dalle enormi possibilità che però viene scartata dalla Commissione del Festival di Sanremo. Un anno dopo, quella canzone sale sul palco del Teatro Ariston interpretata da Massimo Ranieri (eterno amico-rivale di Nazzaro) ed oltre a vincere “Sanremo ‘88” diventa uno dei successi più clamorosi della musica italiana di ogni tempo. Quella canzone si intitola “Perdere l’Amore