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L’intervista di GiornaleNews ai rappresentanti di FILLEA CGIL, FILCA CISL E FENEAL UIL dopo l’infortunio accorso ad un operaio nel cantiere di Maddaloni, alle prese con la realizzazione dell’alta velocità Napoli-Bari: “Chiesto più volte alla Prefettura di effettuare controlli

Non ci sono punti di vista differenti quando si tratta del tema della sicurezza sul lavoro. Soprattutto se l’incidente che vede coinvolto un operaio mette in pericolo la sua vita, come è accaduto a Michele Iacovone, trasfertista di Barletta, infortunatosi lo scorso 10 settembre. Ancora oggi per i medici che lo hanno in cura non è fuori pericolo. Abbiamo intervistato i rappresentanti sindacali di FILLEA (CGIL), FILCA (CISL) E FENEAL (UIL), allo scopo di fare chiarezza sull’accaduto, ma anche su alcune delle questioni relative alle condizioni di lavoro degli operai.

Ancora un incidente sulla tratta Cancello-Frasso Telesino…

Nel settore dell’edilizia non è una novità, ma in questo caso va considerato anche un elemento di casualità. Va detto però che tutti gli incidenti vengono comunicati all’INAIL e successivamente ci sono sempre degli incontri con le aziende. Noi come sindacato siamo sempre presenti sui cantieri e non smettiamo di chiedere al Consorzio che detiene l’appalto di aumentare la sensibilità in tema di sicurezza”.

Ancora oggi non c’è chiarezza sulla dinamica dell’incidente: esiste una certa omertà tra i lavoratori?

Non è corretto parlare di omertà, anche perché l’ispettorato del lavoro ha immediatamente ascoltato i testimoni in seguito all’episodio. C’è anche una versione dell’operaio infortunatosi che al momento però non conosciamo”.

C’è un problema sicurezza?

La sicurezza è in primis un problema nazionale. Al momento quello che sappiamo è che l’area in cui è avvenuto l’incidente risultava non in ordine. È chiaro che potrebbero esserci delle responsabilità, ma prima di puntare il dito è necessario attendere la fine delle indagini condotte dall’ispettorato. Ad ogni modo, prima che partissero i lavori, come sindacato abbiamo stipulato un protocollo sicurezza-legalità con le Prefetture di Benevento e Caserta. Inoltre, in questa fase di lavoro complicata – poiché il lavoro si sviluppa in altezza – abbiamo fatto presente che serve aumentare la vigilanza sulla sicurezza nelle varie aziende subappaltate”.

A proposito di Prefettura, ci sono i controlli da parte delle istituzioni per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e dei contratti di lavoro?

Più volte abbiamo sollecitato sia la Prefettura che Italferr ad effettuare controlli nei cantieri, ma anche nell’indagare se le ore di lavoro svolte fossero realmente retribuite, anche per quando riguarda gli straordinari. Possiamo affermare che non sempre siamo stati soddisfatti del ritorno dei controlli effettuati e spesso non c’è corrispondenza tra ore lavorate e somma percepita”.

Come è possibile tutelare i lavoratori quando sono ricattabili con contratti a tempo determinato di massimo 3 mesi e che lavorano oltre l’orario stabilito?

Premesso che con il Covid ci sono state delle deroghe al Decreto Dignità, tuttavia abbiamo chiesto di applicare la disciplina vigente per la quale i datori di lavoro possono assumere lavoratori a termine in misura non superiore al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato. Nel settore edile non è possibile stipulare contratti oltre le 8 ore lavorative giornaliere. Se è vero dunque che alcuni operai lavorano 12 ore al giorno, allora siamo in un contesto di illegalità. Il punto è applicare gli accordi che sono stati presi con Italferr”.

Si può parlare di ombre sulle modalità con cui sono concessi appalti e subappalti?

In un’opera del genere è impossibile coinvolgere le imprese in maniera illegale. Va sottolineato inoltre come i subappalti siano stati concessi a prezzi stracciati e diverse aziende non sono in grado di supportare i costi, a volte rimettendoci e decidendo di non rinnovare. Ecco perché a volte si lavora oltra l’orario stabilito. Quello che ci chiediamo è se davvero questa grande opera porterà ricchezze e benefici al Sud”.