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di Luigi Ottobre

Il Napoli è agli ottavi di finale di Champions League. Dovrebbe essere la notizia del giorno, poiché nella sua storia di 90 e passa anni il club azzurro ha raggiunto tale risultato appena 4 volte. Tre nell’era De Laurentiis, una nell’edizione 90/91, stagione che segnò la fine dell’epoca maradoniana. Un successo sportivo ma soprattutto economico: la società partenopea ha già messo in cassaforte ben 58,6 milioni di euro, a cui va aggiunta la cifra derivante dalla seconda parte del market pool, che dipenderà dal numero di partite giocate dagli azzurri nell’intera competizione in rapporto al numero di gare disputate dalle altre squadra italiane.

Non da poco se si considera che il prossimo anno il Napoli rischia fortemente di non prendere parte alla più importante competizione europea e di perdere una fondamentale fetta di introiti, con conseguente ridimensionamento sul piano sia economico che tecnico. Non raggiungere il quarto posto potrebbe significare cedere i pezzi pregiati della rosa.

Il tutto è passato in secondo piano per l’esonero di Carlo Ancelotti. Sarà Gennaro Gattuso il suo erede

L’ex allenatore del Napoli paga un percorso disastroso in campionato che neanche l’ottimo cammino europeo ha potuto compensare. Lo stesso Ancelotti ha ammesso di non essere riuscito con la squadra a esprimere la qualità in suo possesso. Di errori, diversi, ne ha commessi: ha lavorato nel corso del ritiro estivo su un modulo – il 4-2-3-1 – che si è rivelato insostenibile tecnicamente e tatticamente, dovendo ripiegare sul 4-4-2; ha impiegato un esasperato turn over impedendo l’acquisizione e il consolidamento di un’identità di gioco e comportando l’utilizzo anche di chi in quel momento rendeva meno rispetto ad altri; ha giocato spesso con giocatori fuori ruolo, limitando le loro caratteristiche; infine ha sottovalutato un mercato condotto in modo errato: alla lunga si è fatta notare l’assenza in rosa di un regista, di un vice Allan e di un terzino sinistro, data l’ormai lunga degenza di Ghoulam.

Il risultato è un Napoli settimo in classifica con soli 21 punti in 15 giornate, lontano dal quarto posto occupato dalla Roma

Sostituire un allenatore dal palmarès eccelso con un tecnico dal curriculum scarno può lasciare perplessi. La sola esperienza in Serie A dell’ex bandiera del Milan è proprio sulla panchina dei rossoneri, tra l’altro in un periodo non prestigioso della sua blasonata storia. È pur vero tuttavia che la grande esperienza di Ancelotti ha fruttato ben poco e che nella sua storia recente il Napoli si è affidato ad allenatori proveniente dal “basso” che si sono poi affermati sul piano nazionale, come Mazzarri e Sarri.

Gattuso andrà valutato per quanto farà sul campo e non sulla base di pregiudizi. Sarà il primo a voler fare bene: avrà infatti 6 mesi di tempo per dimostrare di essere l’uomo giusto per questa squadra e quella che verrà, in modo da poter essere riconfermato a giugno. A lui il compito di dare la scossa a dei giocatori che hanno mostrato più carattere contro la società che in campo e che negli ultimi tempi sono apparsi disuniti, con alcuni probabilmente già proiettati con la testa alla prossima stagione, da disputare altrove. Senza dimenticare la frattura tra squadra e club per la questione ammutinamento. A Gattuso dunque il compito di provare ad acciuffare il quarto posto, fondamentale – come già sottolineato – per continuare a competere ai vertici del calcio italiano e confermarsi tra le prime 16 squadre d’Europa. E chissà, magari anche qualcosa in più.