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MADDALONI- L’on. Antonio Del Monaco (M5S), dopo le lettere, inaugura la fase dei racconti liberamente ispirati alle vicende della politica nazionale.

on. Antonio Del Monaco

C’era una volta un bambino  di nome Matteo, che veniva da tutti chiamato  cappellino Verde, tenuto conto che prima di uscire di casa non dimenticava mai di indossare il suo berretto di colore verde. Matteo era un ragazzo sveglio e molto attivo. Tra i compagni era il più vispo e determinato nel programmare e compiere iniziative o ideare giochi ed altri interessi. Talvolta , però, questa sua modalità di agire lo spingeva a non controllare bene le sue risorse e a non prevenire i rischi provenienti dalle attività intraprese. Si sentiva forte e sicuro, forse anche troppo e non sempre ridimensionava la sua animosità. Lui come tutti i ragazzi  aveva il suo album di calciatori che gelosamente custodiva, tanto da portarlo sempre con se e non lasciarlo per timore di un eventuale furto. Il suo album era ricco di tante figurine. Matteo giocava con gli altri ragazzi con i doppioni delle figurine che aveva già incollate nel suo indimenticabile album. Il suo modo di fare e la sua astuzia lo mettevano nelle condizioni di essere vincente nei confronti dei compagni di classe e degli altri ragazzi con cui si confrontava in qualsiasi gioco. Si sentiva forte ed invincibile; non temeva confronti,anzi, usava la tecnica di attaccare in anticipo l’avversario per spiazzarlo  demotivandolo psicologicamente. Era un gran furbacchione e non temeva gli altri che lo sfidavano. Matteo , di solito, dopo il suo ritorno da scuola, tornava a casa e la mamma gli faceva trovare il pranzo pronto da portare in un contenitore alla nonna  ammalata ,che viveva in un una casa lontana  due chilometri, circa, dalla casa paterna. Matteo , lasciava il suo zaino con i libri, prendeva il contenitore e si avviava per raggiungere la casa della nonna. Purtroppo non sempre riusciva a portare il pranzo a destinazione, perché spesso, si fermava su una panchina, lungo il percorso, e si mangiava tutto ciò che la mamma aveva preparato per la nonna; anche senza  cibo, il ragazzo si presentava,comunque, alla dimora di nonna Italia, e le raccontava  ogni volta una bugia diversa. Mi hanno rubato il contenitore alcuni malfattori; sono caduto e il cibo si è rovesciato a terra; la mamma non ha avuto tempo per preparare la minestra ecc. Matteo, riusciva sempre a trovare la scusa giusta in ogni momento ed in ogni circostanza. Il suo modo di fare aveva, ancor di più, fatto aggravare le condizioni fisiche della nonna, che già aveva sofferto tantissimo per l’abbandono del marito e per le umiliazioni che aveva dovuto sopportare dagli altri,lungo la sua vita. Italia, da sola aveva portato avanti la famiglia lavorando sodo senza fermarsi mai,sia nelle malattie e sia nei giorni festivi. Ora che era stanca ed ammalata,gli altri non le portavano alcun rispetto,anzi la denigravano e né approfittavano della sua bontà, compreso suo nipote che gli sottraeva  anche il necessario per alimentarsi. Un giorno Matteo,con il contenitore del cibo,si avviava per la strada che conduceva verso l’anziana parente, fu fermato da un essere, che era indefinito nell’aspetto, sembrava un bambino- uomo o viceversa un uomo- bambino. Tutti lo chiamavano il caimano ed era solito imbrogliare la gente con il suo saper fare e la sua chiacchiera, che era alquanto logorroica e ammiccante. Nel fermare Matteo, l’uomo bambino,che tutti   chiamavano caimano, si rivolse al cappellino verde dicendogli: “So che, anche tu, custodisci un collezione di calciatori e spesso giochi con i doppioni, mi piacerebbe giocare con te, visto che tutti dicono che sei invincibile”. Matteo non se lo fece dire neanche due volte che accettò la sfida. I due si recarono in una vecchia e diroccata casa,dove si misero a giocare su una panca. Inizialmente, il gioco sembrava essere favorevole a Matteo, ma dopo poco, le cose iniziarono a cambiare, infatti l’uomo bambino iniziò a vincere fino a togliere tutti i doppioni  a Matteo. Ormai il cappellino verde non aveva nulla altro che il suo prezioso ed indimenticabile album, il caimano incitò  il ragazzo a giocarsi l’album. Matteo, pur sapendo di essere in difficoltà, per la  prima volta nel gioco, con la sua astuzia cercò una soluzione alla disfatta. Infatti, pensò di farsi amico il nemico, gli propose una pausa di gioco e cercò di prendere il caimano per la gola,infatti gli offrì metà del cibo che aveva nel contenitore che era destinato alla nonna Italia. Il caimano, subito accettò e si rese conto che poteva tenere in pugno l’invincibile ragazzo. Da quel momento , tra i due si delineò un patto strategico che aveva come obiettivo la completa vincita sugli altri,  togliendo tutte le figurine  per essere definitivamente solo loro due i possessori. Il piano di azione iniziò sfidando gli altri e liberandosi pian piano di tutti i potenziali concorrenti e perché no i nemici.  L’alleanza tra cappellino verde ed il caimano portò a grossi risultati, ma quando tutto sembrava raggiunto, i due non si accorsero, che nascosto in una capanna del boschetto vicino al quartiere, c’era una ragazza irrequieta e camaleontica che con il suo spostarsi  riusciva a farla franca. I due, compreso il pericolo  di un nemico bifronte, decisero di fare una triplice intesa, inserendo anche il camaleonte.

Redazione